venerdì 23 febbraio 2018

Unione dei Comuni, per ora si uniscono le opposizioni consiliari dei 7 paesi aderenti

SENIGALLIA – Le minoranze consiliari dei paesi aderenti all’unione dei comuni “Le Terre della Marca Senone” fanno voce unica. Un’unica voce con la quale evidenziano le numerose criticità emerse sia nella fattibilità e utilità, sia nell’iter che ha portato alla nascita di questo ente di secondo livello (non direttamente votato dai cittadini), così come nella rappresentatività democratica in seno al nuovo consiglio che verrà eletto.
«È questo il primo passo nel percorso che le opposizioni e minoranze consiliari dei sette comuni aderenti stanno condividendo – spiega Massimo Olivetti, ex sindaco e capogruppo della lista Progetto Ostra -. Un percorso che vuole portare alla popolazione le informazioni e i dati sull’unione “calata dall’alto”, senza partecipazione, senza progettualità né dati. Un contenitore su cui c’è molta confusione, anche tra gli stessi sindaci aderenti. Chi detta quindi le regole al suo interno? Noi vogliamo che sia un ente democratico, che possa migliorare i servizi e far risparmiare i cittadini anche dei comuni dell’interno e non solo Senigallia che sembra voglia redistribuire i suoi costi nella vallata come già fatto con il dirigente dei servizi sociali Mandolini».
«È un ente locale nato senza che fossero specificate le funzioni o la copertura finanziaria – sottolinea Nicola Peverelli, consigliere comunale di Trecastelli nella lista di minoranza Trecastelli ai Cittadini – come prevede invece il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Tuel, decreto legislativo n. 267/2000 – aggiornato). Così come mancano i dati che ci possano confermare la bontà dell’operazione o il risparmio per i cittadini. Vogliamo convocare i consigli comunali per chiedere in sede di autotutela l’annullamento della delibera con cui è stato approvato recentemente lo statuto. Sarà un’opportunità per ripensare l’unione e, stavolta, per informare i cittadini».
Il “no” deciso e convinto arriva anche da Ostra Vetere: tramite la consigliera Giuseppina Codias si è sottolineato che l’unione sarebbe su due binari: da una parte Senigallia con le sue caratteristiche, ente capofila, dall’altro i comuni della vallata, simili tra loro per morfologia, territorio, caratteristiche e tradizioni. «Difficile pensare che l’unione il motore trainante dell’unione possa mettersi al servizio anche dei comuni più piccoli dell’interno, se ha da pensare al suo milione di turisti – spiega l’esponente di Patto per Ostra Vetere -. Se pensiamo alla polizia locale, c’è il rischio che risorse umane vengano spostate in base alle necessità e che vi siano periodi in cui l’interno sia più scoperto. Così come fa pensare la fretta con cui sono stati presentati e approvati gli atti, tenuti prima in gran segreto. Per non parlare poi delle dure clausole di recesso per quegli enti che vorranno uscire dall’unione dei comuni».
Trasparenza, rappresentatività democratica ed economicità dell’unione dei comuni sono anche i temi che il consigliere di minoranza di Senigallia Bene Comune, Giorgio Sartini, ha già esposto in più di un’occasione. Vi sono delle regole, quelle del Tuel – spiega – a cui i sindaci aderenti non si sono attenuti. L’art. 32 del d.lgs 267/2000 dice espressamente che “il presidente è scelto tra i sindaci dei comuni associati” quindi non deve essere per forza Mangialardi; che “la giunta è scelta tra i componenti dell’esecutivo dei comuni associati” e non tra i sindaci. Servono persone tecniche, non politiche. Infine, che “il consiglio è composto […] garantendo la rappresentanza delle minoranze e assicurando la rappresentanza di ogni comune”. Con lo statuto approvato su cui non hanno accettato emendamenti noi siamo praticamente fuori da ogni previsione del Tuel».
In ogni caso, il primo passo è appunto quello della richiesta di annullamento delle delibere di ogni singolo comune che hanno portato all’approvazione dello statuto. Se la risposta sarà quella di una revisione dell’atto, ci saranno margini per una discussione che già si immagina molto accesa; se così non fosse, allora le opposizioni dei sette comuni daranno il via a iniziative di altro tipo. Su eventuali passi indietro però, la dice lunga il fatto che già nello studio di fattibilità vi fosse la dead line del 1 marzo in modo da anticipare il valzer di elezioni comunali che partiranno in primavera e con cui verranno rinnovati i consigli della maggior parte dei comuni.

mercoledì 14 febbraio 2018

Progetto Ostra solleva il caso sulla disparità tra “strade di serie A e serie B”. Nel mirino la temporanea chiusura di via del Paradiso, effettuata senza prima avvisare i residenti

 
Riteniamo utile dare seguito alla segnalazione di un cittadino (https://www.facebook.com/progettoostra2014/posts/1698858363493973), inviata come lettera aperta all’Amministrazione Storoni, e successivamente anche a noi per conoscenza, che lamentava un grave disservizio: la chiusura della strada comunale di via del Paradiso, a ridosso del centro storico, lo scorso mercoledì 7 febbraio.
Il motivo di tale provvedimento è da ricercare nella rottura di una fognatura, pertanto i lavori di ripristino sono di competenza della Multiservizi che ha subito preso atto del problema. Il punto è che questa strada è stata chiusa al transito senza che i cittadini residenti fossero stati preventivamente avvertiti di tale disposizione e senza fornire loro la minima informazione.
La persona in questione, nella sua segnalazione, ha sollevato legittimi interrogativi, rimarcando il fatto che solo per puro caso le sue auto non erano in garage, altrimenti sarebbero rimaste bloccate dentro la sua proprietà per svariati giorni. Ma la cosa che lascia senza parole è l’assoluta mancanza di informazioni: i residenti hanno, di fatto, trovato chiusa la strada comunale (unica via d’accesso per le proprie abitazioni) senza nemmeno un avviso lasciato nella cassetta della posta. Niente.
Per tale motivo, il suddetto cittadino residente lungo la via interdetta ha parlato direttamente con l’Assessora Paolinelli ed il Sindaco Storoni, ricevendo da quest’ultimo la risposta che al momento dell’avvio dei lavori il Comune di Ostra non era stato informato di nulla e rimpallando le responsabilità della riparazione alla Multiservizi.
La risposta fornita dal Sindaco di Ostra è grave e fuori luogo per due aspetti.
Primo, la strada è pubblica e comunale, quindi l’Amministrazione non può disinteressarsi del problema scaricando semplicemente le proprie responsabilità su altri, ma deve attivarsi per una rapida soluzione interfacciandosi con i soggetti preposti al ripristino, vigilando sulle attività ed informando i residenti che, loro malgrado, si ritrovano a subire una situazione di disagio.
Secondo, ed ancor più grave, è l’aver mentito ai cittadini sapendo di mentire: i documenti, infatti, dimostrano chiaramente che non solo il Comune di Ostra era stato avvisato di questo problema proprio dalla Multiservizi, la quale in data 07.02.2018 aveva richiesto di regolamentare la circolazione e la sosta veicolare in via del Paradiso nel tratto indicato, ma che nella stessa data il Comandante Latini emanava l’ordinanza n° 11 che prevedeva la chiusura di via del Paradiso per il ripristino della sede stradale a seguito della rottura della fognatura per un periodo di circa due settimane.
Altro che il Comune non sapeva nulla!
È decisamente curioso quanto capitato ad Ostra: da un lato ci sono strade pubbliche comunali che vengono chiuse senza dire nulla e per le quali il Comune si disinteressa scaricando su altri le risoluzioni; dall’altro esistono strade private, come accaduto per una traversa di via Massa, su cui lo stesso Comune interviene con propri uomini e mezzi per problemi similari, ma in questo caso bisogna vantare le giuste conoscenze… o almeno essere parenti del Vicesindaco.

sabato 3 febbraio 2018

Ostra: Palazzetto dello Sport, come creare problemi quando prima non c'erano


In merito alla situazione problematica in cui versa il Palazzetto dello Sport di Ostra, il Sindaco Storoni sta rispolverando il suo ben noto repertorio.
Prima nega il problema con i soliti giochi di parole (“non è opportuno parlare di incuria essendo il servizio regolarmente affidato ad un soggetto esterno”) poi cerca di scaricare sugli altri le eventuali responsabilità (nel caso specifico, sembra tirare in ballo le associazioni sportive, che in passato hanno gestito il Palazzetto ed ora, invece, avrebbero negato la loro disponibilità). Le criticità di questa struttura sono state denunciate da tempo dalle associazioni e degli utenti che la utilizzano; recentemente si è addirittura verificato un episodio di dispnea provocato dalla polvere eccessiva e dalla sporcizia: se ancora si definisce “inopportuno” il termine incuria, dobbiamo pensare che il Sindaco non ha preso in considerazione nessuna segnalazione e non ha effettuato nessun tipo di verifica. E, cosa altrettanto grave, la deplorata mancata collaborazione delle associazioni sportive di Ostra, che negli ultimi anni avevano reso il Palazzetto un luogo efficiente, curato e pulito, è da attribuire unicamente alle inaccettabili condizioni presentate nel Bando redatto al momento di rinnovare il servizio di gestione delle varie strutture sportive del Comune.
Infatti, per € 9.000 annuali chi si fosse aggiudicato l’appalto avrebbe dovuto gestire 3 plessi sportivi: il PALAZZETTO DELLO SPORT, la PALESTRA della SCUOLA “MENCHETTI” e la PALESTRINA della SCUOLA “CROCIONI”. L’elenco dei compiti da svolgere, come da capitolato del Bando, è lungo ed impegnativo; in questa sede ci limitiamo a riportare i più importanti:
· SERVIZI DI CUSTODIA E SORVEGLIANZA che prevedono il controllo della regolare entrata/uscita dell’utenza (inclusi pubblico e scolaresche), verifica dei titoli autorizzativi degli utenti, verifica del rispetto dei calendari delle attività sportive, posa delle attrezzature necessarie alle attività sportive, assistenza tecnica durante le manifestazioni con pubblico.
· GESTIONE E CURA DELLE STRUTTURE comprese le manutenzioni ordinarie dei beni mobili, immobili ed attrezzature (inclusi lavori edili, impianto idraulico, cura pavimentazione e piccoli interventi di falegnameria), acquisto di mezzi e materiale necessario la tali interventi, cura delle aiuole e pertinenze, manutenzione corpi illuminanti, smaltimento rifiuti, pulizia ed igiene delle s Come era prevedibile, nessun soggetto ha partecipato alla gara alle suddette condizioni ed il Bando è andato deserto per ben due volte.
A questo punto l’Amministrazione decide quindi di assegnare il servizio mediante una procedura ristretta a 4 soggetti con base d’asta di € 8.250 (det. R.G. n. 472 del 19/07/2017), affidandolo poi direttamente ad una cooperativa per € 8.249 (det. R.G. n. 530 del 16/08/2017). La motivazione per l’assegnazione diretta è quasi surreale: l’offerta economica viene ritenuta congrua e vantaggiosa per l’ente, in quanto comunque inferiore alla base d’asta stabilita nelle precedenti gare d’appalto andate deserte.
Attenzione, però! L’Amministrazione si guarda bene dall’informare che anche il capitolato è mutato radicalmente: i plessi da custodire da 3 diventano 2 (restano il PALAZZETTO DELLO SPORT e la PALESTRA della SCUOLA “Menchetti”), mentre fra i compiti da svolgere restano solo:

· APERTURA/CHIUSURA DELLE STRUTTURE SPORTIVE
· PULIZIA ED IGIENE
Come si nota chiaramente, molti degli incarichi più gravosi ed impegnativi sono stati eliminati, quindi le due offerte non sono più confrontabili. Nonostante questo, il servizio appaltato si rivela gravemente inadeguato. Piuttosto che ricorrere al solito giro di vuote parole, il Sindaco ci dica: come mai il secondo bando è stato inviato solamente a quattro soggetti; se è mai stato controllato l’operato della cooperativa; come ha vigilato sulla pulizia del Palazzetto; quali provvedimenti ha assunto subito dopo aver saputo dell’episodio di dispnea; cosa ha fatto appena ha ricevuto la lettera dei familiari della minore; se, come suo dovere, ha segnalato l’accaduto alle autorità sanitarie competenti; infine, ci illustri cosa farà per non lasciare più il Palazzetto nello stato di abbandono in cui versa da tempo.

Ci permettiamo di dare un consiglio spassionato al nostro Sindaco ed alla sua maggioranza: “imbracciate” una delle duecento scope di saggina acquistate due anni fa e pulite il “Palazzozzetto”: sarebbe il primo vero servizio che fareste all’intera comunità.



   

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

lunedì 29 gennaio 2018

Progetto Ostra, continua lo stato d'incuria del Palazzetto dello Sport

 
Purtroppo continua il grave stato di incuria in cui l’Amministrazione Storoni lascia il Palazzetto dello Sport di Ostra.
Nonostante i nostri reiterati richiami sullo stato di completo abbandono da parte dell’Amministrazione Comunale nella gestione dell’impianto - non ultimo quello dell’anno scorso quando abbiamo segnalato la presenza di numerosi scorpioni nel deposito attrezzi riservato alla scuola - la situazione non è affatto cambiata. Diversi genitori ci hanno segnalato, infatti, che negli ultimi mesi il Palazzetto è ancora più sporco e pieno di polvere (come si può notare dalle foto che riportiamo), tanto da essere un serio rischio per la salute di chi lo frequenta.
Abbiamo solo ora appreso che il mese scorso, una persona che frequentava il Palazzetto ha accusato, proprio a causa della considerevole presenza di polvere dovuta alla scarsa pulizia dell'edificio, un grave attacco di dispnea, che l’ha costretta ad essere trasportata all’Ospedale di Senigallia, ove i medici le hanno diagnosticato allergopatia respiratoria da acari della polvere ed hanno prescritto (oltre a idonee terapie mediante la somministrazione di farmaci) anche il rispetto delle “norme di prevenzione ambientale da adottare anche in palestra” (in altre parole, hanno consigliato di pulire meglio la palestra). Un epilogo davvero grave che avrebbe dovuto indurre il primo cittadino a prendere immediatamente le dovute precauzioni per garantire l’igiene del luogo, ma così non è stato.
Quello che più sconcerta è che la situazione non solo non è cambiata dopo il malore che vi abbiamo descritto, ma neanche dopo che è giunta al Sindaco Storoni, all’inizio di gennaio, una segnalazione scritta di quanto accaduto ed una formale diffida a sottoporre l’edificio ad una accurata pulizia, nonché ad adottare tutti gli accorgimenti necessari affinché non si verifichino più casi analoghi. Speriamo che, almeno stavolta, il Sindaco Storoni ci risparmi la sua solita poesiola in politichese che, oramai, come un “disco rotto” è solito ripetere ai cittadini che protestano, ma ponga rimedio alla sua inefficienza nell’immediatezza… ne va della salute dei nostri ragazzi.


   

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

venerdì 26 gennaio 2018

Incontro dei gruppi consiliari di minoranza dell'Unione: In Movimento, "Statuto antidemocratico a favore di un solo comune"


Il nostro gruppo consiliare di minoranza In Movimento – Corinaldo c’è è stato invitato nei giorni scorsi dai gruppi consiliari di minoranza della vallata del Misa, in pratica da quelli che ora fanno parte dell’Unione delle Terre della Marca dei Senoni, ad un incontro dibattito in cui inevitabilmente si è discusso della recente instaurazione dell’Unione.
Abbiamo trovato doveroso parteciparvi per comprendere meglio le tematiche ed in particolare lo statuto di questa nuova unione. Tutti gli esponenti dei vari gruppi consiliari sono unanimemente d’accordo nell’affermare che questa unione è disarmonica e troppo sbilanciata a favore di un solo comune, Senigallia. Ciò che è veramente raccapricciante ed incomprensibile è il perché la decisione di giungere ad una unione di ben 7 comuni non sia stata resa pubblica, il perché i cittadini siano stati tenuti all’oscuro di tutto ed ancor più grave i loro stessi rappresentanti nei vari consigli comunali.
La posizione di Senigallia per quanto stabilito dallo statuto, è di indiscutibile predominanza sugli altri comuni sia in sede politica che in quella amministrativa, addirittura una clausola le garantisce, se altri comuni volessero aderire a questa nuova unione, comunque una presenza di almeno il 40% dei consiglieri. Come consiglieri del comune di Corinaldo siamo rimasti sbalorditi dalla presenza in un atto quale uno statuto di tante incongruenze antidemocratiche, vorremmo dire vessatorie.
Ha inoltre dell’incredibile che pur trattandosi di una unione e quindi verrebbe da se (pensavamo) che ogni comune deve affrontare da solo le proprie problematiche, (leggi art.11). Ha inoltre dell’inconcepibile che nessuno dei Sindaci dei 6 comuni coinvolti, tralasciando chiaramente il comune promotore, abbia opposto una benchè minima “resistenza” od opposizione, abbia proposto qualche emendamento, abbia detto no all’Unione, tutti si sono inchinati ad un potere supremo, ad una autorità superiore.
Avevamo intuito che poteva trattarsi solo di una manovra politica, la stessa denominazione Le Terre della Marca dei Senoni, restituibile chiaramente in il Territorio del Signore di Senigallia lasciava intuire, ma in questa maniera ed in aperta contraddizione ai principi del medesimo Partito Democratico, attore principale ed indiscusso in questa vicenda; la popolazione non ha alcun peso e non può in alcuna maniera decidere del suo futuro, l’art.15 recita “non possono essere sottoposti a referendum (forse dopo il precedente con Morro d’Alba) il presente Statuto e le integrazioni o modifiche allo stesso”.
L’opinione dei cittadini non conta un razzo, palazzo, mazzo, bell’esempio di democrazia. Non è possibile, secondo quanto stabilito, proporre un referendum per abrogare l’Unione. Ai comuni che volessero uscire da questa unione, dopo una trafila che quanto meno dura un paio di anni, in pratica non viene restituito quanto apportato in risorse, in beni mobili ed immobili.
É stato detto che l’unico vero scopo di questa unione è quello di poter accedere a nuovi mutui, ma a favore di chi, del comune predominante in definitiva detenendo la maggioranza assoluta; è inoltre assurdo pensare di indebitarsi ulteriormente quando le esigue disponibilità dei vari bilanci non lo permettono nella maniera più assoluta. Oltre alla nostra solidarietà e vicinanza abbiamo inteso suggerire un intervento in sede giudiziale, questo statuto ha scavalcato troppe normative e molti principi costituzionali per non essere additato come un atto illecito da annullare.
Lo stesso art.15 che abbiamo descritto è un chiaro atto antidemocratico ed autoritario voluto da pochi, e visto e appurato che gli enti sottostanno a normative democratiche non oligarchiche l’insieme degli articoli dello statuto che regola questa pseudo unione va quanto meno rivisitato.

da lista In Movimento - Corinaldo C’è
per Luciano Galeotti sindaco

lunedì 15 gennaio 2018

Ostra: il sindaco Storoni incontra la cittadinanza all'Unione di comuni. L'invito a partecipare di Progetto Ostra


Dopo aver tenuto a lungo nascosto il progetto e soltanto dopo averlo approvato, ora il Sindaco Storoni incontrerà la cittadinanza per informarla dell'avvenuta costituzione de "Le Terre della Marca Sènone", un progetto di unione che coinvolge i Comuni di Arcevia, Barbara, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de' Conti e Trecastelli, il cui Ente capofila sarà Senigallia.
Analizzando lo Statuto, sono molte le perplessità riscontrate, tante le clausole capestro imposte e le iniquità a danno delle comunità coinvolte.
Un percorso antidemocratico, questo dell'Unione, pianificato all'interno delle stanze dei bottoni, in modo esclusivamente burocratico e senza la benché minima partecipazione popolare, irrispettoso dei territori aderenti, volto solo ad incrinarne le situazioni finanziarie.
Nonostante i giochi siano ormai stati fatti, invitiamo caldamente tutti i cittadini di Ostra, nonché degli altri Comuni interessati, a partecipare all'incontro pubblico promosso dall'Amministrazione Storoni che si terrà martedì 16 gennaio alle ore 21 presso il Teatro comunale "La Vittoria" di Ostra.
L'evento sarà un'importante occasione dove i cittadini potranno prendere coscienza della pericolosa deriva verso la quale il nostro Comune si sta inarrestabilmente dirigendo ed il cui impatto non potrà che sortire conseguenze negative per tutti.
Impossibile restare indifferenti di fronte a questo cambiamento che sconvolgerà di fatto la nostra realtà.
Noi ci saremo. E tu?

   

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

domenica 14 gennaio 2018

“Io sto con Bodio”, a Ostra anche il Pasquino si schiera contro l’Unione dei Comuni

 
OSTRA – Anche il Pasquino, ad Ostra, ha seguito con attenzione i vari commenti sulla Unione dei Comuni della Valle del Misa. Molti cittadini dell’entroterra hanno manifestato un netto disaccordo. Il Pasquino è convinto che sarà ancora una volta il “pesce grosso” a mangiare il piccolo. Ospitiamo oggi un suo intervento “goliardico” su questa ormai imminente “unione”.
“Quando a Ostra si parla di politica, subito vieni etichettato pro o contro questo o quello: tu sei di sinistra o di destra, marxista – leninista – fascista – nazista e/ o, peggio ancora, democristiano!
“A scanso di equivoci si sottolinea una volta per tutti che il Pasquino è un libero pensatore e che ha buoni rapporti con le varie componenti politiche, e a livello personale considera il dott. Andrea Storoni un amico alla pari dell’avv. Massimo Olivetti.
“Sottolineato ciò: io sto con Bodio, quindi sto con Ostra e sono crucciato. Quando Ostra non è più la Ostra bella, accogliente, ricca d’iniziative e polo di attrazione come lo è stato prima …, come l’abbiamo ricevuta …, come la vorremmo anche oggi.
“Credetemi non faccio retorica! Tutto questo per dirvi che il Pasquino non condivide affatto (come la stragrande maggioranza dei cittadini) il cammino intrapreso dall’Amministrazione comunale – Storoni sull’Unione dei Comune del Senigalliese.
“Ma chi è Bodio? Ve ne fu uno leggendario, proprietario del castello che ospitò i fuggiaschi del distrutto municipio romano di Ostra antica (anno 409 dopo Cristo) da cui nacque prima Montalboddo e dal 1881 Ostra.
“E un altro, vero, ribelle, vissuto tra la fine del decimo secolo e l’inizio dell’altro, che il 15 marzo 1037 venne processato per essersi ribellato insieme a molti altri, circa una ventina, all’arcivescovo di Ravenna, e chiamato alla restituzione dei beni usurpati!
“Chiarito ciò io sto con Bodio, cioè con Ostra perché sono di Ostra e non voglio che Ostra diventi ufficialmente o non ufficialmente frazione di Senigallia!
“Perché è già successo che con la scusa di migliorare i servizi li abbiamo completamente persi. Uno per tutti: ricordiamo l’ospedale. Ostra l’ha perso mentre
Pergola, Arcevia, Ostra Vetere e Corinaldo no! Ci stanno rubando l’autonomia! La tecnica sottile, non invasiva, è sempre la stessa: prima ci si associa, si uniscono i servizi, si svuotano le competenze e poi si ratifica la realtà di fatto e il gioco è fatto: senza nemmeno che te ne sei accorto sei diventato frazione! Perché, da che mondo è mondo, è il pesce grosso che mangia quello piccolo!”

venerdì 12 gennaio 2018

Ostra: il comitato sulla viabilità, "Le bugie della Giunta Storoni sui benefici della sperimentazione"


Dopo aver appreso dai social e dai giornali la notizia della proroga del periodo di “sperimentazione” dell’inversione della viabilità nel centro storico di Ostra (notizia, ovviamente e come al solito, non preventivamente discussa con i cittadini), vogliamo ora entrare nel merito di questa nuova presa per i fondelli, analizzando la Delibera di Giunta n. 128 del 29.12.2017.
Nel documento, i nostri amministratori lodano i dati riscontrati dalle rilevazioni post-inversione asserendo che il minor numero di veicoli in transito nel centro avrebbe portato una “diminuzione dell’inquinamento atmosferico e acustico; il miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale in generale legate alla minore congestione del traffico; un miglioramento delle condizioni di vivibilità per i cittadini e per i turisti; effetti positivi in termini di tutela del patrimonio storico artistico”. Leggendo queste poche righe ci siamo chiesti: ma si sta davvero parlando di Ostra? Abbiamo già ribadito come la nostra città non sia una metropoli: chi abita e vive quotidianamente in grandi realtà urbane e ci vede disquisire da mesi sul tema dell’inquinamento ad Ostra, pensa sia una barzelletta e si fa beffe di noi.
Di quale inquinamento stiamo parlando? Quali erano i valori prima della sperimentazione? Sono mai stati considerati altri metodi, eventualmente, per risolvere la questione? Ma per il Sindaco è sufficiente affermare che ora lungo C.so Mazzini e la Riviera di Ponente l’inquinamento è diminuito; poco importa, se poi il traffico, invece, è andato intensificandosi lungo la Riviera di Levante e la Circonvallazione. L’unica volta in cui si è verificata una (voluta) congestione del traffico è stato il giorno in cui abbiamo organizzato il serpentone di protesta: prima di quel giorno, non si erano mai verificati casi di traffico intenso tali da generare chissà quali ingorghi e dopo quella manifestazione, come documentato a più riprese dalle foto pubblicate sulla nostra pagina, il centro si è di fatto svuotato.
Di turisti non se ne sono più visti ed il patrimonio storico artistico è stato tutt’altro che tutelato: basta guardare le pietose condizioni in cui versa la Piazza, con i suoi sampietrini mancanti, le buche rattoppate alla bell’e meglio e che hanno fatto cadere diverse persone nei mesi scorsi, nonché il pericoloso avvallamento di fronte la chiesa di S.Francesco dove il terreno sta cedendo gradualmente. Proseguendo nella lettura, la Giunta sostiene che si sono verificati gli effetti positivi in termini di sicurezza stradale e fluidità della circolazione, prefigurati dalla precedente Delibera n.43 del 03.05.2017 in quanto c’è stata “la consistente riduzione dei veicoli in transito in Via Boccetta; la semplificazione della viabilità in occasione dei cortei funebri in uscita dalla Chiesa di Santa Croce; la riduzione del numero dei veicoli in transito e della loro velocità media in Riviera di Ponente”. Ad eccezione dei residenti, quando mai v. Boccetta è stata una strada particolarmente trafficata?
Se si è registrata una “consistente riduzione dei veicoli” lungo tale via, significa quindi che ora nessuno vi transita più. Riguardo ai cortei funebri in uscita dalla Basilica, vorremmo ricordare agli amministratori che anche prima dell’inversione questi si svolgevano in discesa per facilitare l’avvio del carro verso il cimitero comunale, interdicendo al traffico, per un tempo limitato, il breve tratto di Fòri Porta che è tutt’oggi a doppio senso. Quindi non capiamo in cosa consista la semplificazione della viabilità che, invece, non viene considerata per i cortei funebri in uscita dalla Chiesa di S.Francesco costretti a percorrere tutto C.so Mazzini in discesa quando prima, passando per v. Gramsci, già dopo pochi metri giungevano fuori dalle mura senza dover attraversare tutto il centro storico. In merito, invece, alla Riviera di Ponente continuiamo a non capire il vantaggio di aver posizionato dei dossi in salita e l’aver costretto i residenti a parcheggiare sempre sullo stesso lato (non certo senza difficoltà) nonostante l’inversione, facendo sì che ora le auto parcheggiate riducano notevolmente la corsia di transito. L’unico dato certo che emerge dalla delibera è il fatto che il termine della sperimentazione è stato prorogato almeno fino al 31.03.2018 e questo perché non si sono ancora verificate né gelate né nevicate utili per verificare le risposte in termini di sicurezza stradale della nuova viabilità.
La domanda sorge quindi spontanea: se queste condizioni non dovessero verificarsi, dovremmo attendere quindi fino al prossimo inverno? Senza contare il pretesto della consultazione popolare (della quale non si sa ancora nulla) e del fatto che l’esito non avrebbe alcuna rilevanza sulla decisione ormai presa e che Storoni si ostina a portare avanti: d’altronde, non ha mai ascoltato i cittadini prima, perché dovrebbe farlo ora? Alla luce di tutte queste osservazioni, in cosa, dunque, l’inversione ha portato reali benefici? Come si può affermare di aver migliorato la qualità del centro storico esclusivamente mediante un provvedimento scriteriato, quando l’intera città appare sempre più sporca, vuota e indecorosa? Come si fa a dire di aver “rafforzato la destinazione del centro storico a centro commerciale naturale” quando le attività produttive da mesi lamentano disagi ed i commercianti hanno visto diminuire clientela ed incassi? Un vero intervento di recupero del centro non può passare attraverso una insensata modifica della viabilità e vantarsi di esserci riusciti solo perché adesso meno auto vi transitano! Sostenere questo significa condurre Ostra sull’orlo del baratro. Il cambiamento dovrebbe nascere da una convergenza di effettive esigenze tali per cui dare un nuovo volto allo stato delle cose diventa un dovere; cambiare “tanto per", invece, potrebbe trasformarsi in un pericoloso autogol.
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

lunedì 8 gennaio 2018

Ostra: "Tra il promettere e l'ottenere si smarrisce il mantenere"

 Amare il proprio paese e mettere al primo posto l’interesse dei suoi cittadini, mantenendo fede alla parola data: queste dovrebbero essere le prerogative per essere un buon Sindaco. Esattamente l’opposto di quanto Andrea Storoni sta facendo ad Ostra con la sperimentazione della viabilità.
Al di là delle sue vuote parole e dei goffi tentativi di arrampicarsi sugli specchi, l’inversione del senso di marcia all’interno del Centro Storico ha avuto una conseguenza innegabile: quella di aver svuotato il paese come mai prima era accaduto, rendendolo sempre più desolato ed abbandonato a sé stesso. Inoltre, ha contribuito anche a provocare una divisione interna, generando astio perfino tra gli stessi abitanti. I primi ad aver fatto le spese di questa assurda sperimentazione sono stati i commercianti del Centro, che nei mesi scorsi hanno tentato in tutti i modi di scongiurare questa scellerata decisione, perché sapevano che sarebbe stata deleteria non solo per il loro lavoro, ma per l’intera comunità.
Le manifestazioni che, a dire del primo cittadino, avrebbero attirato turisti e gente in centro e quindi negli esercizi commerciali, sono state prevalentemente un flop e non hanno certo portato alcun beneficio alle attività produttive che, viceversa, hanno patito per un minor accesso degli stessi cittadini di Ostra i quali, dopo la prova dell’inversione, hanno ovviamente preferito evitare di venire in centro, così come documentato anche dalla tabella da cui il Sindaco trae vanto. In tutti questi mesi Storoni ha dimostrato il suo “praticamente nullo senso democratico”: ha, infatti, iniziato la sperimentazione senza tener conto delle critiche sostenute dalla maggioranza dei cittadini, l’ha deliberata ancor prima del Consiglio Comunale che avevamo appositamente convocato, ha negato la possibilità di ricorrere ad un referendum ove i cittadini si sarebbero espressi, ha continuato ad irridere il Comitato spontaneamente costituitosi contro questo suo provvedimento, non ha mantenuto le sue promesse.
Nei comunicati stampa e quel che è peggio negli atti pubblici, il Sindaco aveva promesso, infatti, che la sperimentazione sarebbe durata sino al 31.12.2017; ora, invece, veniamo a sapere che la sperimentazione è stata prorogata sino al 31 marzo 2018. L’alibi per non rispettare la parola data è “organizzare una specifica consultazione attraverso la quale, partendo dai risultati già ottenuti, individuare interventi migliorativi della circolazione stradale, nel rispetto degli obiettivi prefissati”. Traducendo il politichese di Storoni, il Sindaco sta ancora cercando di capire come può tentare di dare una parvenza democratica ad una decisione già presa: vuole, cioè, creare una pseudo consultazione popolare che, preso atto dei risultati già ottenuti (leggasi la tabellina pubblicata nel suo post), possa permettere di individuare delle piccole correzioni (leggasi praticamente inutili) all’attuale circolazione stradale, nel rispetto degli obiettivi prefissati, vale a dire continuando a mantenere l’inversione della viabilità.
In altre parole, una fregatura. Senza contare come i risultati sbandierati siano tutt’altro che oggettivi poiché, ad oggi, non sono mai stati resi noti dalla Giunta i valori di inquinamento acustico ed atmosferico prima dell’entrata in vigore di questa sperimentazione, né il numero dei pedoni che hanno oggi accesso al centro storico per capire se sono aumentati o meno, e così via… Come si fa, dunque, ad affermare che il bilancio di questa sperimentazione è stato positivo se non esiste un metro di riferimento? In realtà, l’unico obiettivo che il nostro Sindaco si prefigge è quello di tirare dritto a prescindere dal benessere del paese, convinto com’è che, manipolando le parole, riuscirà ancora a far credere alla gente, quel che vuole. Noi diciamo basta a questa presa in giro, basta a questo modo di venire meno agli impegni presi, basta a questo sfacelo cui stiamo assistendo. Ostra rischia di diventare sempre più spettrale, più povera, meno attraente (a proposito: se si vuole parlare di turismo si deve cercare di mantenere la città pulita, decorosa e soprattutto aperta, cosa che oggi Ostra non è), ma una speranza ancora c’è: sono i tanti cittadini che in questi mesi abbiamo incontrato e che vorremmo davvero si riappropriassero della città, facendola rivivere, con amore e soprattutto con la fierezza di chi si sente cittadino ostrense. Siamo certi che il loro impegno, la loro tenacia, la loro generosità ed il loro coraggio prevarranno sulle vuote parole e sui dati parziali, così che Ostra possa tornare a vivere!


da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

venerdì 5 gennaio 2018

Comitato, "Ostra borgo medievale o città metropolitana?"


Quanto sbandierato dal Sindaco Storoni nel suo ultimo comunicato circa la proroga dell’inversione della viabilità fino al 31.03.2018 non ci sorprende più di tanto, anzi, eravamo convinti che l'attuale senso di circolazione sarebbe rimasto tale almeno fino a giugno 2019, perché è evidente che questo slittamento dei tempi rispetto alla scadenza prefissata dalla Delibera di Giunta n.43 del 03.05.2017 è solo l’ennesimo bluff per prendere in giro i cittadini.
Cittadini ai quali è stata negata la possibilità di esprimersi mediante un referendum per poi essere ingannati dalla promessa che intempi brevi(così come detto dall'Assessora Paolinelli durante il Consiglio Comunale del 31.07.2017) si sarebbe redatto un regolamento che normasse una consulta popolare, promossa dall'Assessore Franceschini, che di fatto non ha alcuna valenza vincolante; veniamo ora a sapere che tale prescrizione deve essere ancora portata in Commissione regolamenti! Che cosa intendeva, dunque, la Paolinelli quando parlava di “tempi brevi"? Dallo scorso luglio ad oggi, non c'è stato forse tempo a sufficienza per elaborare un tale documento? Oppure non ce n'è stata la volontà?
Cittadini ai quali, prima, è stato forzatamente imposto un provvedimento contestato in ogni modo e che, ora, sono costretti a subìre nuovamente questa seconda forzatura che vuole prolungare una misura oltremodo negativa e che ha danneggiato, sotto ogni punto di vista, la nostra città attraverso l’interpretazione unilaterale di dati totalmente privi di fondamento.
Come si fa, infatti, ad affermare che l’inquinamento acustico ed atmosferico è “in diminuzione” se non sono mai stati documentati i medesimi datiprimadella “sperimentazione”?
Vorremmo ricordare ai nostri giovani amministratori che non stanno governando una città metropolitana o comunque di grandi dimensioni, dove il traffico caotico con un numero esorbitante di veicoli rende la medesima invivibile e dove le emissioni nocive di qualsivoglia genere hanno valori (monitorati!) che vanno spesso oltre la soglia di tolleranza.
Qui stiamo parlando di Ostra, un borgo medievale dove il flusso quotidiano di pedoni e automezzi è ridicolo e infinitesimale rispetto ai grandi agglomerati urbani, pertanto tutto andrebbe rapportato alla quantità: fatte le debite proporzioni, è un po’ come se al Vaccarile esultassero perché si è ridotto ogni tipo di inquinamento passando dai 30 ai 20 transiti giornalieri.
Riteniamo giustificato l’impiego di denaro pubblico nei casi in cui un grande o medio centro urbano, (su base concreta di dati documentati attinenti la soglia di pubblica salubrità), preservi la propria vivibilità. Diventa, invece, uno sperpero di risorse in una piccolissima realtà come la nostra che, senza nemmeno uno straccio di dati, s’incaponisce scelleratamente in costosi “artifizi" strumentali a carico della comunità intera, quando a fare la vera differenza sarebbe bastata la costante presenza dei Vigili sul territorio ed una reale capacità amministrativa.
Inoltre ci chiediamo: le stesse rilevazioni sono state predisposte anche lungo la Riviera di Levante e la Circonvallazione? Perché la sensazione è che cotanto "veleno" sia stato soltanto trasferito di qualche metro e non certo definitivamente abbattuto.
Per assurdo, se Ostra soffrisse davvero di problemi di smog, l’inverno dovrebbe essere il periodo peggiore per parlare di risultati positivi sull’abbassamento dell’inquinamento, visto l’incremento degli impianti di riscaldamento accesi che rilasciano nell’atmosfera forti concentrazioni di particelle inquinanti: che il Sindaco voglia emettere anche un’ordinanza che limiti l’uso di stufe e camini?
Invece, sembra che l’unica cosa che importi davvero a questa Amministrazione sia la diminuzione del 21% ca. di veicoli che transitano per il centro senza contare quanto questo abbia influito in maniera pesante e negativa sui commercianti, alcuni costretti a chiudere ed altri a trasferirsi fuori dalle mura, ma nonostante ciò rimasti reiteratamente inascoltati e, anzi, vessati e privati di qualsiasi strategia che li aiutasse nel rilancio delle proprie attività.
Un altro dato a cui stentiamo a credere è il calo del 76% della velocità di punta lungo C.so Mazzini. Le due velocità a cui si fa riferimento nel comunicato del Sindaco non sono comparabili dal momento che, in salita ed in discesa, si hanno guidabilità, dovute a motivi tecnici, molto diverse: basti dire che percorrere una discesa con fondo disagevole a 40 Km/h, dove frenare diventa sempre potenzialmente un pericolo, non può essere raffrontato a percorrere la stessa a senso inverso ad una velocità di 10 km/h superiore. Pertanto la percentuale riportata è totalmente disattesa.
Esultare, quindi, per il raggiungimento di simili risultati,significa solamente una cosa: condurre lentamente e inesorabilmente Ostra ad una inevitabile agonia.
Esultare per il fatto di aver avuto meno persone che hanno "vissuto" il centro storico ci sembra tragico, perché affrontare la problematica del recupero del centro esclusivamente attraverso un provvedimento miope e dissennatocome quello che abbiamo visto in questi mesi e che ha avuto come unica conseguenza il fatto che meno persone abbiano goduto sia del piacere che dei servizi di stare "dentro le mura", è da irresponsabili.
Dopo la "hola" da parte della Giunta, derivante dalla diminuzione del traffico, ci chiediamo: fino a che percentuale sarà lecito continuare ad esultare? Perché se l’ "andazzo" inarrestabile sarà questo, con numeri già leggermente più alti, ci sarà solo da piangere recitando ilde profundisper lo stato di pre-morte della città.
Vorremmo comunque rassicurare la cittadinanza: da marzo, anche per i nostri (ram)polli sarà più facile amministrare e per ogni richiesta e urgenza basterà "citofonare Maurizio".


   
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

giovedì 4 gennaio 2018

“Modificare la viabilità ad Ostra buona scelta: lo dicono i dati”. Modifiche prorogate


Con i dati emersi – sostiene il sindaco Storoni – e comparati tra le varie rilevazioni abbiamo un buon punto di partenza per migliorare la vita dei cittadini e del Centro storico.L’attuale viabilità è prorogata sino al 31.03.2018 in attesa di organizzare una specifica consultazione attraverso la quale, partendo dai risultati già ottenuti, individuare interventi migliorativi della circolazione stradale, nel rispetto degli obiettivi prefissati. Di prossima discussione in Commissione regolamenti la disciplina sulla partecipazione popolare”.
È confermata la bontà della scelta dalle diminuzioni di velocità e dalla riduzione complessiva del traffico, in linea con le prerogative iniziali di aumentare le condizioni di sicurezza stradale, diminuire l’inquinamento acustico ed atmosferico e tutelare il patrimonio storico e artistico inserite nella delibera di Giunta Comunale n. 43 del tre maggio scorso, in cui è stato deciso di modificare la viabilità all’interno del centro storico in via sperimentale fino al 31/12/2017, procedendo all’inversione del senso di marcia nei due corsi principali, in Via Riviera di Ponente e in Via Boccetta.
Attraverso il monitoraggio del traffico effettuato prima della modifica della viabilità e dopo la sua attuazione, a mezzo di apposita apparecchiatura radar, si può constatare l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi:
– riduzione del traffico in Corso Mazzini con -15% di veicoli transitati (pari a circa 1500 auto in meno, nonostante la domenica di maggio con la ztl fino alle 12 a differenza di dicembre)
– riduzione del traffico in Riviera di Ponente con -21% di veicoli transitati (pari a circa 1000 auto in meno, considerato che il 2 giugno il traffico è stato chiuso in concomitanza del corteo per la Festa della Repubblica), di conseguenza è in diminuzione l’inquinamento atmosferico e acustico, in particolar modo su Corso Mazzini dove il transito dei veicoli in discesa produce meno rumore e gas di scarico non essendo in accelerazione e su via Riviera di Ponente grazie all’installazione dei dossi;
– miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale in generale legate alla minore congestione del traffico, per via degli accessi più ordinati e all’abbattimento della velocità su Corso Mazzini in cui è stato registrato -18% equivalente ad una media attuale di 24 Km/h e su Riviera di Ponente -36% pari a 17km/h;
– miglioramento delle condizioni di mobilità per cittadini e turisti con una diminuzione della sosta selvaggia, su cui però intensificare i controlli per abbatterla ulteriormente.
“Il dato che ci tengo a sottoporre all’attenzione di tutti – prosegue Storoni è legato alla velocità di percorrenza del Corso in salita che purtroppo aveva velocità di punta spesso ben oltre i 50 km/h, in numerose occasioni oltre anche i 70km/h. Una delle prime preoccupazioni da parte di tutti era collegata alla percorrenza in discesa del Corso. Uno dei dati più entusiasmanti, invece, viene proprio da qui: queste velocità di punta sono state distrutte letteralmente, perché sono diminuite del 76%. È un elemento di sicurezza che, forse, diversamente, non avremmo mai ottenuto”.

lunedì 18 dicembre 2017

Sopravvivere ad Ostra, "Scelte di viabilità niente affatto 'meditate e studiate'”


Ormai è diventata una consuetudine quella del Sindaco Storoni di spacciare per straordinari quelli che in realtà sono interventi di ordinaria amministrazione.

A dir la verità, forse non ha tutti i torti: considerato l’immobilismo in cui verte Ostra da tre anni e mezzo a questa parte, veder realizzare una qualsiasi opera che dia segno di vita di questa Giunta, sembra davvero un qualcosa di straordinario.
Ci riferiamo alla recente notizia diffusa dal Comune riguardo la realizzazione di due dossi, uno in via Vaccarilese davanti al Circolo Acli e l’altro in via Ringhiera a lato della Chiesa di Santa Maria Apparve - entrambi, così come riportato dalle foto allegate, sprovvisti di idonea segnaletica verticale ma soprattutto orizzontale, dunque non a norma, tanto da indurre i conducenti dei veicoli a credere che quelle strisce trasversali di asfalto fossero una delle tante “toppe” che si trovano lungo la strada. In realtà, si tratta di veri e propridossi che in questi giorni hanno messo a dura prova gli ammortizzatori dei veicoli che ivi transitano, rappresentando un serio pericolo per l’incolumità degli automobilisti ma anche per i conducenti delle due ruote,che si sono ritrovati loro malgrado su dei veri e propri trampolini di lancio totalmente inattesi, così come dimostrano anche i segni lasciati dalle coppe dell'olio sull'asfalto, indice che i dossi sono decisamente troppo alti e molto pericolosi.
Speravamo che l’esperienza passata con i dossi lungo la Riviera di Ponente quest’estate, avesse insegnato qualcosa ai nostri Amministratori; purtroppo dobbiamo constatare che così non è stato e gli errori sono destinati a ripetersi, sempre a discapito dei cittadini.
Un altro intervento “straordinario” sembra essere stata l’inversione dei sensi di percorrenza all’incrocio tra via San Francesco e il Viale Madonna della Rosa nonché l’abbattimento di due piante che ostacolavano la visione del semaforo. Nella nota pubblicata dal Comune, però, ci si guarda bene dal riportare il fatto che, da quando è stato modificato l’incrocio di Largo Marina, si sono verificati ben due gravi incidenti stradali.
Inevitabile, dunque, chiedersi: madavvero“la sicurezza stradale è sempre stata al centro dell’operato dell’amministrazione comunale”?
Ma quello che ci fa amaramente sorridere è il dover apprendere che per Storoni e la sua Giunta, tutte le scelte fatte in tema di viabilità sono state “attentamente meditate e studiate” e si sono rese “necessarie per verificare percorsi di miglioramento”.
In questo contesto si inserisce l’inversione dei sensi di marcia all’interno del centro storico che da quest’estate ha completamente stravolto l’intero assetto della nostra città, creando grossi disagi e danni alle attività commerciali ed ai cittadini.
Una decisione che non può essere affatto definita “meditata e studiata” poiché non esiste nessun dato che attesti la necessità di tale operazione. Non ci stancheremo mai di ripetere, infatti, che il motivo alla base di questa scelta consisteva nel far transitare meno auto in centro, non tanto per una questione di eccessivo smog e inquinamento acustico (peraltro mai accertati e documentati) ma solo ed esclusivamente per far sì che i Vigili (primi beneficiari monetari di questa inversione) non fossero più costretti ad uscire dagli uffici per andare a multare i trasgressori del Codice della Strada.
Prova ne è che dal 10 luglio non si è più visto un Vigile girare per il centro, come se la presenza dei Vigili sul territorio dovesse consistere solo nel sanzionare gli indisciplinati del volante e non nel garantire la dovuta sicurezza tra i cittadini.
Se la sicurezza stradale fosse stata veramente a cuore dell’Amministrazione Storoni, in questi anni del suo mandato, sarebbe stata più oculata nell’organizzare i vari interventi, evitando spese superflue per garantire strade più curate, soprattutto in campagna, ormai dimenticate ed abbandonate a sé stesse, piuttosto che interdirle per mesi e con i 50 mila euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione, distribuiti a pioggia su interventi di secondaria importanza, si sarebbe potuto pensare di impostare un serio progetto di recupero della Piazza dei Martiri che continua a “mietere vittime” tra i pedoni che puntualmente inciampano nelle buche lasciate dai sampietrini mancanti.
Caro Storoni, invece di giustificare tre anni e mezzo di vergogne amministrative con le parole dello Stregatto sull’albero che parla con Alice, inizi a percorre seriamente la strada del buon senso e della responsabilità, le farebbe molto più onore.


   
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

mercoledì 13 dicembre 2017

Ostra: sicurezza stradale al centro dell'operato dell'amministrazione comunale


Nell’arco di questo mandato Amministrativo, la Giunta Storoni ha manifestato in più occasioni attenzione al tema della viabilità.
Scelte attentamente meditate e studiate, in alcuni casi al centro di importanti movimenti di contestazione, ma necessarie per verificare percorsi di miglioramento della viabilità e della mobilità all’interno del territorio comunale. Alcuni piccoli tasselli sono stati aggiunti nei giorni scorsi per proseguire con la messa in sicurezza di tratti di strade, o incroci pericolosi.
Dopo i lavori nell’incrocio tra via San Francesco e il Viale Madonna della Rosa, in cui sono stati modificati i sensi di percorrenza, è stato istallato il semaforo e sono stati realizzati i parcheggi a lato della strada, il 27 novembre, sono state abbattute le due piante che nel tempo, è stato verificato, ostacolavano la visibilità piena della lanterna semaforica e dell’incrocio. Altri due interventi sono invece in corso d’opera: due dossi, uno in via Vaccarilese davanti al Circolo Acli e l’altro in via Ringhiera a lato della Chiesa di Santa Maria Apparve.
Queste due opere sono state rese necessarie per rendere più sicuro l’attraversamento pedonale in questi due punti in cui i pedoni vanno protetti e la velocità delle auto rallentata.



dal Comune di Ostra
www.comune.ostra.an.it

lunedì 11 dicembre 2017

Montenovonostro sull'Unione di Comuni, "Fate solo con-fusione"


Abbiamo appreso dell’intervenuto accordo tra i sindaci di alcuni dei Comuni della Vallata per giungere alla costituzione di una Unione dei Comuni, gabellata come la quintessenza del successo partecipativo che porterà incommensurabili vantaggi a non finire e nemmeno uno sproposito negativo.
Stupiamo per l’improntitudine: i sindaci avrebbero deciso, soli soletti, del futuro istituzionale dei rispettivi Comuni, ben sette su nove e senza aver mai avviato alcuna consultazione partecipativa fra le molte decine e decine di migliaia di cittadini e compaesani interessati, che invece avrebbero dovuto essere debitamente informati ed essere soprattutto consenzienti. Invece no.
Che bisogno c’era di perdere altro tempo? Via via, si può fare, sembra di intuire, se lo vuole il Partito Deformatico. Basta e avanza, simile volontà monocratica. In tutta fretta. Che bisogno c’è di attendere? Su, su. Non si può perdere tempo, sennò arrivano le elezioni e dopo, hai visto mai?, succedesse qualcosa dentro le urne che potrebbe mandare per storto l’alta pensata?
Simili dichiarazioni, mutatis mutandis, ce le saremmo attese un ottantennio fa, con analoga dichiarazione dei podestà. A quell’epoca la volontà di uno era la Volontà assoluta e tanto bastava, non c’erano quelle seccature delle consultazioni democratiche, non c’era da perdere tempo a stare a sentire tanti galli e tantomeno le galline, perché, si diceva, “quando sono troppi galli a cantare non viene mai giorno”.
E invece c’era una gran fretta di andare al sodo, senza perditempo intorno. Ma era la dittatura, si potrà obiettare. Embèh? Che c’è? E’ tornato quel tempo? Come è possibile che, se davvero un progetto di quel genere rivoluzionerà l’assetto istituzionale della Vallata, siano bastati sette galli (nel senso di galli storici, quelli senoni, che poi darebbero il nome alla nuova “marca”) a cantare all’unisono per far giungere, sul filo dell’orizzonte nella splendida aurora, il “bel sol dell’avvenire”? La stiamo buttando in celia, ovviamente, mentre ci sobbolle la coscienza democratica per simile improvvisa determinazione antidemocratica.
Non siamo in guerra, nonci sono superni impedimenti, nessuna legge tassativa l’impone e allora perché tanta precipitazione? Ci sorge un sospetto: la volontà di cambiamento, inscritta nel dna del Partito Deformatico, non bada al sottile: voleva la “fusione” dei Comuni a tutti i costi fino ad avventurarsi sprovvedutamente in un costo esorbitante per far svolgere un referendum con-fusionario e sappiamo tutti come è andata a finire: “tutti costi”, appunto, e niente arrosto.
Ma il Partito Deformatico è “tosto”, mica si ferma a riflettere, no. Ha deciso che vuole la collettivizzazione e collettiva ha da essere anche la vallata. Mica si ferma a riflettere che già ha preso uno “sberlone” e insistere potrebbe anche servire per riceverne un altro. No, non si ferma. Va avanti. Se non è “fusione”, allora sia “unione”, che più o meno si assomiglia.
E allora giù, al galoppo, verso il nuovo “cambiamento”, in fretta, subito, anzi subitissimo, prima delle elezioni di primavera. Perché a primavera ci saranno le elezione e hai visto mai che dovesse andare male per il Partito Deformatico, come pare che si prospetti?
Dopo potrebbe diventare più arduo fare l’unione. Eccola la fretta. Loro impongono sempre al volo. Al “volo” si fa tanto per dire, perché tutti sanno che i galli non volano alto, perchè più che volare, “svolastrano”. E allora dobbiamo dire loro una cosa. A primavera non ci saranno solo le elezioni politiche. Ci saranno anche le elezioni amministrative anticipate. Non dappertutto, ma a Montenovo sì.
E per come si stanno mettendo le cose nell’opinione pubblica locale qui da noi, pare proprio che potrebbe venire a mancare un gallo nel pollaio vallivo. E senza girare troppo intorno al piro, è bene si sappia fin da subito: se vinceremo noi le prossime elezioni amministrative anticipate a Montenovo, quel vostro progetto della “marca senone” deciso da solo “sette galli” subirà una battuta d’arresto: revocheremo immediatamente ogni deliberazione presa in proposito, a tutela della identità istituzionale locale e nell’interesse di “tutto il pollaio”.
Anzi, visto che avete così tanta fretta e di certo non ci starete a sentire prima, come fate sempre, promettiamo che intensificheremo fin da subito la nostra campagna elettorale contro ogni idea di “fusione” o “unione” che non risponda ad obiettivi, severamente accertati e soprattutto garantiti interessi locali di lungo e lunghissimo periodo. E lo scriveremo anche nel nostro programma amministrativo che stiamo preparando. Perché la vostra fretta ci dimostra che, come sempre, fate solo con-fusione.
da Montenovo nostro

Ostra: Torre Civica, il concorso di idee ha il suo vincitore


A distanza di qualche mese dall’uscita del bando per rendere visitabile la Torre civica, abbiamo il vincitore.
In due successive sedute tenutesi in Comune nei giorni 31 Ottobre e 7 Novembre è risultato vincitore del concorso di idee l’architetto Campo Carmelo Loris a cui seguono i tecnici Menozzi Roberto e Lupini Silvia.
Di notevole prestigio la commissione, composta da figure autorevoli: l’architetto Carlo Birrozzi, direttore della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche, l’architetto Nardo Goffi, dirigente del settore tutela, gestione e assetto del territorio della Regione Marche, Gianluigi Mondaini direttore nel dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura e alla presidenza il nostro tecnico Responsabile del settore Urbanistica l’architetto Armando Natalini.
Con grande soddisfazione il Sindaco Storoni indirizza a tutti i partecipanti un sentito ringraziamento e elogia la creatività di questi. È un fatto strategico – prosegue il primo cittadino – poter far riferimento a strumenti come il concorso di idee per aprirci delle strade su argomenti per noi sensibili. Prossimamente verrà organizzata una mostra in cui verranno esposte le tavole dei progetti e contestualmente inizieranno i percorsi amministrativi per raggiungere l’obiettivo: rendere visitabile la Torre.

dal Comune di Ostra
www.comune.ostra.an.it

mercoledì 6 dicembre 2017

Ostra: "Quale futuro per Ostra?", un incontro con i cittadini


Durante l’ultima campagna elettorale, l’aspirante Sindaco Storoni ed il suo team ci avevano promesso una ventata di cambiamento che avrebbe portato novità costruttive per il nostro Comune, una maggiore presenza sul territorio, costante dialogo e disponibilità all’ascolto dei cittadini: in sostanza, ci era stata promessa una “città a geometria variabile che funziona”.
Ma quanto di tutto ciò è stato effettivamente mantenuto? Dal suo insediamento ad oggi, infatti, l’Amministrazione Storoni si è comportata in tutt’altra maniera, prendendo decisioni importanti per la collettività sempre al chiuso delle segrete stanze, informando i cittadini a giochi ormai chiusi, restando sorda alle lamentele nonché ai suggerimenti che le venivano proposti. D’altronde, quell’aumento del 27% delle proprie indennità ad inizio mandato, in piena crisi economica, non poteva far presagire nulla di buono… Da tre anni e mezzo a questa parte, infatti, scelte politiche sbagliate ed avventate hanno messo a repentaglio l'unicità e l'autonomia della nostra città, facendola ripiombare in una sorta di secondo Medioevo, tanto che non possiamo non domandarci: quale sarà il futuro per Ostra? Ecco perché, su sollecitazione anche di numerosi cittadini, i consiglieri del gruppo "Progetto Ostra" hanno deciso di promuovere un incontro pubblico per poter discutere, con quanti vorranno intervenire, sui principali problemi che attanagliano il nostro Comune: sicurezza nelle scuole, immobilismo amministrativo, degrado del centro storico e delle campagne, inversione della viabilità, convenzioni non rinnovate da anni con varie associazioni, assenza di una linea politica vera e propria, adesione alla nuova Unione dei Comuni e tanto altro ancora … L’occasione è importante per informarsi, confrontarsi e prendere piena consapevolezza della realtà dei fatti. L’appuntamento, quindi, è per lunedì 11 dicembre 2017 alle ore 21:15 presso la Sala Polifunzionale lungo C.so Mazzini ad Ostra. Vi aspettiamo!

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

venerdì 1 dicembre 2017

Ostra: iniziati i lavori del cantiere di via Europa


Sono iniziati, da circa un mese, i lavori del cantiere di via Europa.
Da 20 anni Ostra attende questa opera e finalmente dopo due progettazioni, una del 2008 e una del 2010 di due Amministrazioni distinte, oggi siamo in condizione di poter dire siamo partiti – così il Sindaco esprime la sua soddisfazione. I due corpi di fabbrica, inagibili da tempo, la palestra a seguito del terremoto del 1997 e la segreteria dopo un accertamento successivo, sono stati demoliti la scorsa settimana dopo essere passati per una fase intermedia in cui è stata rimossa la copertura in cemento amianto. Il tutto è stato svolto di comune accordo con gli organismi scolastici, nella massima sicurezza e senza interferenze, senza interruzioni dell’attività, nel caso della demolizione, ma soprattutto senza produzione di rumori e polvere. Ringraziamo, dunque – chiude il Sindaco nella sua nota – per il concorso di tutti al corretto svolgimento di queste delicate fasi, in particolare il Dirigente scolastico, il direttore dei lavori, la responsabile della sicurezza della scuola e la ditta C.G.M. di Trecastelli.
 
 
dal Comune di Ostra
www.comune.ostra.an.it