mercoledì 27 settembre 2017

Due documenti inediti riportano al centro del dibattito la resistenza partigiana a Ostra


di GIANCARLO BARCHIESI
A Ostra in quest’ultimo periodo sono ritornate attuali le antiche vicende storiche del 1944 legate alle uccisioni nazifasciste dei tre partigiani Brutti Pietro, Maggini Alessandro e Galassi Amedeo del 6 febbraio e a quelle delle cinque presunte spie fasciste Don Nazzareno Pettinelli, Cristanziano Nardi, Armenio Monti, Ligurgo Allegrezza e Fausta Marcellini dell’11 luglio.
Quest’anno, a rendere più visibile la commemorazione delle morti fasciste, ci ha pensato “Sinistra Italiana” che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno ed ha invitato lo stesso a intervenire al riguardo per evitare che anche in futuro possano ancora essere riproposti dal parroco, familiari, sindaco (in veste del tutto privata) e da quanti altri ricordano con la preghiera le uccisioni dei cinque fascisti.
A scanso di equivoci si dirà subito che il ricordo dell’11 luglio, come tutti gli Ostrensi conoscono, non ha travalicato il limite della santa messa in basilica e della preghiera con la deposizione di un mazzo di fiori nel sito della fucilazione, segnalato per l’occasione con cinque bandiere Italiane, un altare con croce e un manifestino con i cinque nomi, senza per altro nessuna etichetta di partito. Secondo i promotori, il ricordo iniziato nel 1984 è stato proposto da allora saltuariamente e non ha che fare con la riproposizione del fascismo.
Non si vuole mettere in discussione il grande valore della resistenza partigiana che è stato ed è un punto di riferimento per l’Italia di ieri e di oggi, ma occorre fare chiarezza sulle rispettive responsabilità e riconoscere, come sottolinea anche il sito web stragi nazifasciste, che i tre partigiani non vennero traditi dai cinque fascisti sopra ricordati.  Anzi il valore di Brutti- Maggini- Galassi per la libertà è testimoniato da una lettera del Cappellano Militare Don Luigi Zio (nella foto) al fratello di Pietro Brutti, Antonio, che fu testimone della condanna e della morte dei tre partigiani. La riportiamo:

Due documenti inediti riportano al centro del dibattito la resistenza partigiana a Ostra
Carissimo Sig. Brutti,
apprendo con piacere che le son giunti i pochi ricordi del fratello: erano poca cosa, ma era tutto quello ch’egli m’aveva consegnato di sua mano pochi istanti prima dell’esecuzione e che avevo cercato di salvare a qualsiasi costo come una sacra reliquia.
Di una sola cosa vi sono ancora debitore e Dio voglia che io possa assolvere anche questo suo ultimo desiderio molto presto: Il caro fratello suo, baciando a lungo dinanzi al plotone d’esecuzione, mi pregava di portare il suo bacio ai bambini ed alla famiglia tutta. – Questo è il debito ch’io devo ancora sciogliere!
I particolari della fine del caro Pietro? Pensavo fossero a vostra piena conoscenza, perché la sua fine coraggiosa è avvenuta in pubblico: ma li ridirò caramente, semplicemente e sinceramente come sono a mia conoscenza.
Ero stato comandato quella domenica a seguire una compagnia di alpini che doveva partecipare ad un rastrellamento in quel di Ostra. Con la compagnia giunsi tranquillamente alla cittadina.
Seppi che erano stati fermati parecchi civili ed un neozelandese e, più tardi, venni a sapere che tre partigiani erano stati condannati a morte. Feci allora -quanto richiedeva il mio compito sacerdotale: chiesi udienza al Questore ed al Console della Milizia, perorai invano un atto di clemenza ed esigetti almeno che ai condannati fosse concessa la presenza d’un sacerdote e i conforti religiosi. Mi fu permesso e mi fu anzi imposto di annunciare io ai tre la sentenza di morte.
Essi erano custoditi rigorosamente da militi in una stanzetta del municipio e tutto s’aspettavano fuorché la condanna a morte.
Inutile dirle quale fosse il mio stato d’animo …. Cercai di dare loro la tremenda notizia come meglio potei e cercai di sorreggerli con le espressioni che partivano dal mio cuore di sacerdote e di italiano.
Il caro Pietro fu quello che con mag­gior forza d’animo e maggiore serenità apprese la sentenza e fece animo ai due compagni la cui giovinezza tentava ribellarsi ad essere stroncata: momenti di umanità più che comprensibili!
E fu Pietro quello che, concesso alla natura il brevissimo sfogo, chiese a me di confessarlo. Si confessò con animo di fanciullo: mi pare ancora di vederlo, là, nell’angolo della stanza, in piedi di fronte a me, con la destra sulla mia spalla! E, finita la sua breve confessione, egli si rivolse ai compagni e disse: -“Sono stato il vostro capo. Mi avete sempre obbedito. Obbeditemi per l’ultima volta: fate anche voi il vostro dovere di cristiani. Siamo stati uniti nella lotta; fra un’ora dovremo trovarci uniti anche in Paradiso”!
(E non creda, caro Sig. Antonio, ch’io aggiunga una sola parola a quanto egli ha detto; semmai non riporto che quelle che mi hanno più impressionato e sono rimaste e rimarranno scolpite in me).
Finita la confessione degli altri due, ci abbracciammo l’un l’altro fraternamente e sui tre così stretti a me tracciai il segno della più affettuosa benedizione.
E fu in questo atteggiamento che ci sorprese il capomanipolo venuto a prelevarli per l’esecuzione; chiesi mezz’ora di attesa perché potessero scrivere ai propri cari. Egli non era autorizzato, mi disse, alla proroga e dovetti perciò invocarla dal Console, che mi concesse 20 (=venti) minuti d’orologio!
Fu in quei pochi minuti ch’essi poterono scrivere alle famiglie. Se la mia memoria non m’inganna, le tre lettere furono consegnate ai familiari, i giorni seguenti, dai Carabinieri.
Trascorsi i momenti concessi, essi furono condotti dal Municipio alle mura della città: ricorderò per la vita la loro serenità e tranquillità! Andarono, cantando l’inno della Brigata Garibaldina e sereni, in piedi, fronte al plotone, si fermarono al luogo dell’esecuzione.
Pietro per primo baciò a lungo il Crocifisso e quindi abbracciò e baciò me: mi consegnò le poche cose che aveva, mi pregò di mettergli al collo il fazzoletto della Brigata perché dicesse, bagnato del suo sangue, la sua fede e il suo esempio. Così i suoi compagni.
Quando io mi ritirai, essi gridarono assieme “W (=Viva) l’Italia”! e la scarica li abbatteva….
La terra li consegnava al cielo!
Ripresi, dopo d’aver pregato su loro la pace degli eroi, i loro fazzoletti insanguinati e, doven­do assolutamente ripartire, affidai all’Arciprete di Ostra le loro care salme.
Questa, carissimo Sig. Antonio, la storia dolorosa e gloriosa del caro Pietro!
E, mi creda sempre con immutato sen­timento il devotissimo suo.
Don Luigi Zio.
Vicenza, 29. 1. 1946
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Per quanto riguarda le presunte “spie” fasciste riportiamo invece un’altra lettera denunzia del padre di Alessandro Maggini, Romolo, e di Luigi Pirani al Sig. Sindaco del Comune di Ostra: “Io sottoscritto, MAGGINI Romolo, padre del fu Alessandro, fucilato insieme al fu Brutti e al fu Galassi dai fascisti il 6 febbraio 1944.
Dopo lunga indagine fatta insieme, a me e Pirani Luigi, risulta quanto segue: “La sera prima dell’arresto delle suddette vittime C. T., S. E., abitanti nel territorio di Belvedere Ostrense, si presentarono dal colono Fava abitante in Collina dove sapevano di trovarci il Maggini ed il Brutti. Il Brutti appena vide il C. si sorprese con evidenza chiara di aver paura di essere tradito. Il S. appena si accorse di ciò tranquillizzò il B. con queste parole: “non temere questo (indicando il C.) vuol venire con noi; il Brutti si tranquillizzò alquanto pur dubitando della sincerità del C. dato che in una azione fatta a Belvedere Ostrense pochi giorni prima, aveva fatto il delatore sulla azione svolta. Il giorno appresso risulta che il suddetto S. ebbe un nuovo incontro col Brutti ed il Maggini, nel quale ebbe l’ordine di avvisare il Distaccamento di Ostra di spostarsi dove il Brutti ed il Maggini stavano per recarsi e cioè dal colono SCIALANI abitante in Collina alta – territorio di Montecarotto. Il S. presentandosi al Distaccamento non eseguì gli ordini ricevuti, ma riferì di non muoversi da Ostra al suddetto distaccamento. Questo cattivo servizio avvenne il sabato sera 5 febbraio: alla mattina del 6 febbraio incomincia l’azione fascista nel territorio di Ostra, il Brutti ed il Maggini dalla loro casa del suddetto colono poterono vedere come si svolgeva il rastrellamento del nemico. Gli stessi come è naturale stavano tranquilli per le loro vite perché l’azione si svolgeva fuori dalla loro zona; stando certamente in orgasmo per la sorte dei loro compagni. Trascorsa qualche ora – dove il Brutti ed il Maggini – sembravano essere assolutamente al sicuro, si ritiravano in una stanza per discutere sulla nuova situazione, quando improvvisamente si videro piombare tedeschi e fascisti nella loro abitazione, guidati dal riconosciuto C..  Lo stesso, vedendo i coloni terrorizzati, li calmava con queste testuali parole; “state tranquilli che a Voi vi salvo Io, sono stato costretto a fare la spia se no mi uccidevano a me.”.
   Il 5 luglio i calzolai G. A. e F. A. ed A. A. andarono a lavorare dal S.; questi operai durante il lavoro intavolarono discussioni con il suddetto S. E. sugli avvenimenti dell’azione Partigiana sapendolo Partigiano. Ad un frangente della discussione il G. gli chiese dove si trovava la mattina del 6 febbraio; il S. rispondeva che quella stessa mattina fu arrestato dai nazi-fascisti e tradotto in Ancona dove rimase per 15 giorni in arresto. Gli operai in (?) gli fecero questa contestazione “come mai ti arrestano e poi ti rilasciarono pur sapendoti Partigiano?” A questa domanda poterono constatare l’imbarazzo evidente, a non saper subito rispondere, poi disse di avere salvato la vita a trenta persone alludendo inoltre indirettamente che il sacrificio di 3 uomini salvò la vita a tutti gli altri.  Dalle indagini da me fatte risulta che il S. non fu affatto tradotto in Ancona, fu arrestato SÌ, ma rilasciato entro le 24 ore successive. Risulta che lo stesso dopo questi avvenimenti non prese più parte ad azioni fatte dal Distaccamento Partigiano di Ostra.
   Constatato quanto sopra: io sottoscritto Pirani Luigi – Comandante il Gruppo Patriottico locale insieme al parere del padre MAGGINI Romolo genitore del defunto Alessandro, denunciamo all’autorità competente, perché agenti responsabili al servizio del nemico, i suddetti di cui è testo la denuncia: S. E. e C. T., entrambi di Belvedere quali responsabili diretti della cattura e fucilazione conseguente dei 3 Patrioti del Distaccamento di Ostra.
In fede i sottoscritti firmano: 1) PIRANI Luigi fu Nicola.   2) MAGGINI Romolo fu Alessandro. BRUTTI Antonio.
Ostra 29 settembre 1944

lunedì 18 settembre 2017

Scelto il nuovo presidente di OstraEventi

Eletto il nuovo presidente di OstraEventi, la più importante rete di associazioni ostrensi, organizzatrice di una tra le principali feste d’autunno della nostra regione: La Notte degli Sprevengoli. A ricoprire la carica, per voto unanime dell’assemblea dei soci, sarà Enrico Sabbatini Pistelli. Trentacinque anni, di Ostra, ricoprirà il ruolo di presidente per i prossimi tre anni.

Del neo eletto Consiglio Direttivo, faranno altresì parte Ivan Muscellini (vice-presidente), Alessia Galli (tesoriere), Sofia Paradisi (segretario), Emanuela Neri e Denis Pierfederici, nonché, come da Statuto, l’assessore Abramo Franceschini.
Presidente e consiglieri sono, ovviamente, già all’opera per organizzare l’edizione numero 20 de La Notte degli Sprevengoli, che si svolgerà dal 27 al 29 ottobre nell’affascinante cornice del centro storico di Ostra. Un’edizione, questa, che si preannuncia già ricca di importanti novità, che verranno però svelate solo a partire dalle prossime settimane.
Anche quest’anno, quindi, ad Ostra, per la gioia di grandi e piccini, rivivrà l’antica credenza popolare degli ormai celeberrimi spiritelli dispettosi: gli Sprevengoli!

martedì 12 settembre 2017

Ostra: fucilazione dei fascisti del 1944, i nipoti di don Nazareno Pettinelli chiedono chiarezza


Purtroppo, nonostante il passare degli anni e molti fatti storici venuti alla luce tra cui alcuni spiacevoli, la Resistenza e il Movimento Partigiano per “salvare” il proprio onore, continuano a coprire anche quegli episodi, che non hanno nulla a che fare con la Resistenza stessa, perché non eroici, non umani e non finalizzati alla liberazione dai Nazi-Fascisti.
Tra questi occorre annoverare quanto avvenuto ad Ostra nel lontano 1944, quando i Partigiani fucilarono Don Nazzareno PETTINELLI. Per coprire tutto e credendo così di salvare l’onore della Resistenza, si continua a giustificare quella fucilazione, lanciando numerose e false accuse contro l’esemplare sacerdote. Noi a favore di Don Nazzareno PETTINELLI potremmo rispondere con mille parole e testimonianze, ma preferiamo esporre due semplici fatti.
Il primo è il monumento eretto dall’intera cittadinanza di Ostra a dieci anni dalla morte, con tutti i testimoni ancora vivi, compresi i Partigiani che hanno operato l’esecuzione, in pieno clima antifascista. In tale monumento come si deduce dalla lapide, l’intera cittadinanza di Ostra, considera Don Nazzareno Pettinelli a guisa dei Martiri e la sua uccisione dovuta esclusivamente ad insano odio. Il secondo fatto, considerando i Partigiani che hanno operato l’esecuzione probabilmente di area comunista, Ostra è stata per decenni un’isola democristiana, una rara eccezione in tutto il comprensorio senigalliese che al contrario è stato tradizionalmente rosso.
Pertanto è ora che il Movimento Partigiano voglia fare chiarezza una volta per tutte sui tragici fatti avvenuti nel 1944 ad Ostra e a tal fine chiediamo un convegno affinché l’intera verità esca fuori una volta per tutte, una verità doverosa perché fra l’altro, oltre a salvare l’onore del coraggioso sacerdote, serve anche a salvare l’onore della Vera Resistenza.

Paolo Pettinelli, nipote di don Nazzareno Pettinelli

venerdì 8 settembre 2017

Ostra: commemorazione fascista, il caso finisce in Parlamento


Sinistra Italiana ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla questione della commemorazione di cinque spie nazifasciste, vittime di una rappresaglia dei partigiani nel 1944.
“Il Comune di Ostra è turbato dal tentativo di equiparare i martiri della Resistenza a cinque fascisti, in un'improbabile quanto inaccettabile tentativo di riconciliazione postuma”, si legge sull’Interrogazione del deputato Giovanni Paglia, finita in Parlamento. A provocare le polemiche in particolare la partecipazione, in forma privata, del sindaco di Ostra, Andrea Storoni, e del parroco del paese don Umberto Gasperini il 9 luglio scorso alla “Preghiera nel 73esimo anniversario dell’uccisione del Priore don Nazzareno Pettinelli e di coloro che furono vittime della rappresaglia avvenuta l’11 luglio 1944 in cui vennero uccisi cinque fascisti". La presenza del sindaco, iscritto al Partito democratico, aveva dato vita a polemiche all'interno del partito, ma anche dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Ecco il testo dell’interrogazione di Sinistra Italiana al ministro dell’Interno.
Premesso che
Il 6 febbraio 1944 a Ostra (AN) vengono assassinati dai nazifascisti i partigiani Alessandro Maggini, Amedeo Galassi e Pietro Brutti.
La fucilazione avviene dopo un rastrellamento e grazie alla denuncia di un gruppo di fascisti, che individua nei tre gli organizzatori della locale attività della Resistenza.
L’11 luglio 1944 ad essere giustiziati dai partigiani sono 5 fascisti, ritenuti i responsabili della delazione che aveva portato al precedente eccidio.
Si tratta di Monti Armeno, capitano della GNR, Nardi Cristianzano, fondatore ed esponente del fascio di Ostra, Faustina Marcellini, segretaria della sezione femminile del fascio, Allegrezza Licurgo, “camicia nera” di Senigallia, don Nazareno Pettinelli, che aveva approvato la condanna a morte dei partigiani, “in virtù della sua incondizionata adesione al fascismo e quindi ai bandi tedeschi”.
Negli ultimi anni, il Comune di Ostra è turbato dal tentativo di equiparare i martiri della Resistenza ai cinque fascisti, in un’improbabile quanto inaccettabile tentativo di riconciliazione postuma.
Dopo il tentativo respinto di erigere una lapide pubblica in ricordo dei cinque fascisti, proprio di fronte al monumento che ricorda i partigiani uccisi, si deve infatti assistere alla pubblica celebrazione dell’anniversario della morte dei repubblichini, con tanto di ostentazione di improvvisati monumenti funebri.
Proprio l’iconografia di tale monumento richiama peraltro evidentemente la cultura del neofascismo e rende evidente quanto sia impossibile distinguere il ricordo funebre e la celebrazione nostalgica e politica.
D’altra parte si è registrata in anni passati la presenza evidente ed organizzata di gruppi della destra neofascista.
A essere particolarmente inaccettabile è stata inoltre la presenza nell’agosto di quest’anno del Sindaco di Ostra, quasi a voler dare valenza istituzionale ad una cerimonia contraria allo spirito Costituzionale.
Tutto questo si inserisce in un contesto in cui l’estremismo di estrema destra si fa costantemente più aggressivo, in parallelo alla svalutazione della memoria e della storia.
Chiede
Se fosse a conoscenza dei fatti sovraesposti.
Se e come intenda intervenire per evitare che in futuro possano riproporsi, al fine di evitare indebite e inaccettabili equiparazioni fra chi combatté per la libertà del nostro paese e i nemici dell’umanità intera.

sabato 26 agosto 2017

Ostra: anziana cade per una buca in centro, le proteste del comitato Sopravvivere a Ostra

È di venerdì 25 agosto la notizia che un’anziana signora, nei pressi del forno Fòri de Porta, è inciampata nella buca lasciata da un sampietrino mancante e sia caduta rovinosamente a terra, battendo il volto in modo piuttosto violento tanto che si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale civile.
Risultato? La signora, sotto shock per il trauma subìto, dovrà essere sottoposta ad ulteriori controlli specialistici, mentre la buca è stata “prontamente” rattoppata dagli operai comunali con del materiale bituminoso. La cosa, però, che suscita sdegno è come l’Amministrazione sia poco oculata alla tutela dell’incolumità dei propri cittadini. Da mesi si predica quanto sia salutare camminare a piedi e di come l’idea dell’inversione della viabilità sia nata anche al fine di “aumentare le condizioni di sicurezza stradale, tutelando in particolare la sicurezza dei pedoni” nonché “tutelare il patrimonio storico e artistico” (Delibera di Giunta n.43 del 03.05.2017). È evidente, però, che queste sono soltanto delle false motivazioni altrimenti non si spiega come, invece di curare la pavimentazione nel centro storico con un serio e totale intervento di recupero, si preferisca aggirare il problema, facendovi transitare meno auto. Senza parlare poi della bruttezza di queste “toppe”, di cui anche la Piazza ne è piena, realizzate alla meno peggio che poco tengono conto del contesto storico, un po’ come già accaduto per i dossi lungo la Riviera di Ponente. Pertanto, non possiamo che concordare con il nostro Sindaco quando afferma che "le vie del centro non sono vie di percorrenza (e lo si è ahinoi notato) ma spazi relazionali": sì, sono decisamente il modo migliore per relazionarsi con il personale sanitario, attraverso l'incuria di questa Amministrazione menefreghista che, ignorando il concetto di ordinaria manutenzione, spaccia per riqualificazione del centro storico il rifacimento ordinario della segnaletica orizzontale - così come recentemente accaduto per il ripristino della famosa riga di Via Gramsci - piuttosto che focalizzarsi sulla cura rigorosa e decorosa di tutto il tessuto urbano. Ci auguriamo che la signora possa riprendersi al più presto e che provveda quanto prima a denunciare il vergognoso accaduto. Infine ci chiediamo: dato che la buca è stata rattoppata solamente DOPO che una signora ne ha dovuto subire le spiacevolissime conseguenze, l’inversione sarà ripristinata al vecchio senso di marcia soltanto DOPO che magari si sarà verificato un pericoloso incidente?


da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

giovedì 10 agosto 2017

Ostra: bagarre per il sindaco alla commemorazione "fascista". Storoni, "Ho ridotto le distanze ideologiche"


La contesa sulla commemorazioni dei morti fascisti e partigiani durante i giorni tristi della guerra civile che coinvolse l'Italia nel 1944 torna ad infiammare gli animi ostrensi.

La questione era balzata agli onori delle cronache già nel 2014 in occasione del "cippo della discordia", il famoso cippo (poi bloccato) per cui un privato cittadino (un sacedorte) aveva chiesto l'autorizzazione per apporlo in memoria di cinque cittadini ostrensi fucilati dai partigiani. Subito si era scatenata la bagarre politica e ideologica e alla fina la richiesta fu ritirata.
Ora la storia si ripete ma stavolta per via della partecipazione, in forma privata, da parte del sindaco di Ostra Andrea Storoni, il 9 luglio scorso alla “Preghiera nel 73esimo anniversario dell’uccisione del Priore don Nazzareno Pettinelli e di coloro che furono vittime della rappresaglia avvenuta l’11 luglio 1944 in cui vennero uccisi cinque fascisti". La presenza del sindaco, iscritto al Pd, avrebbe creato scompiglio anche all'interno del partito tanto il che primo cittadino ora interviene per chiarire la questione.
"Parliamo di memoria e di necessità di cambiamento affinché certe spiacevolissime pagine della storia d’Italia non si torni più a scriverle. Anche io lo dico nelle celebrazioni istituzionali e ne sono un convinto assertore. Perché non si ripetano non si può non dialogare per rifiutare l'odio e se il codice su cui possiamo ritrovarci è quello decifrato nella preghiera è un punto di partenza -afferma il una nota il sindaco Storoni- Dobbiamo continuare ad odiare tanti nostri concittadini, o i tedeschi o i giapponesi perché durante la guerra mondiale ci sono state posizioni diverse? Quando faremo pace con la storia per superare il livore che è di pura cronaca per entrare nell’insegnamento che le divisioni e le ferite si devono rimarginare altrimenti si infettano e il nostro corpo continua a soffrire e non recupera la salute che serve ad andare avanti.
Quindi per togliere ombre sulla vicenda torno a ribadire che nessuna iniziativa fascista si è svolta. Nella domenica più vicina al giorno in cui 73 anni fa sono stati fucilati 5 fascisti, un gruppo di persone, tra cui io, abbiamo ridotto la nostra distanza reciproca in termini di umana pietà nei confronti delle vittime della violenza che ha caratterizzato un frangente dolorosissimo della nostra storia. I fascisti uccisi sono stati vittime stesse della guerra nazifascista e della violenza che ideologicamente si era imposta. Rimango convinto che i partigiani si erano fatti portatori di una causa nobile che è stata fondativa per la nascita della nostra Repubblica e allo stesso tempo sono convinto che chi aderiva ad altre idee, opposte a questa, si è schierato contro l’interesse della nostra Italia. Il 9 luglio si sono dette due preghiere rivolgendoci ai due lati della strada uno di fronte all’altro c’erano i tre partigiani uccisi il 6 febbraio e dall’altra i 5 fascisti uccisi l’11 luglio.  La mia è la posizione di un uomo iscritto al Pd, già iscritto all’Anpi, cattolico, di formazione umanistica, sposato e con una figlia a cui voglio lasciare qualcosa di buono. Non è un finale ad effetto il mio, ma un imperativo morale".

Il triste rituale di Ostra. L'omaggio di parroco, sindaco e Pd alle spie nazifasciste di fronte alla lapide dei partigiani

Nel condannare la propaganda fascista il Partito Democratico predica sul piano nazionale la più assoluta intransigenza, su quello locale pratica alle volte un ambiguo lassismo. È il caso di Ostra, piccolo paese di settemila anime in provincia di Ancona, dove le famiglie di tre martiri partigiani, fucilati dalle SS tedesche durante il periodo della Resistenza, vedono la memoria dei propri cari calpestata ogni anno l'11 luglio. Una ferita che si è aperta 73 anni fa e che ancora non si è rimarginata perché il potere "temporale", il sindaco, e quello "spirituale", il parroco, contribuiscono in una singolare affinità d'intenti a gettarvi sopra altro sale. Come? Commemorando, a ogni anniversario, la morte di cinque spie nazifasciste proprio di fronte al luogo dove furono fucilati i tre partigiani. L'omaggio da una parte, l'oltraggio dall'altra.
Prima i fatti. All'alba del 6 febbraio 1944 ufficiali tedeschi delle SS aiutati da Carabinieri e agenti della Questura, rastrellarono tutto il territorio di Ostra alla ricerca di componenti del Gap locale (piccolo gruppo di partigiani comunisti), molto attivo con le sue azioni di disturbo. Come riporta l'Atlante delle stragi fasciste e naziste (un'approfondita banca dati a cui hanno lavorato più di 90 ricercatori su iniziativa della Commissione storica congiunta tra Italia e Germania), vennero radunate 200 persone e, tra queste, tre furono identificate come i vertici militari del Gap. Si tratta di Alessandro Maggini, Amedeo Galassi e Pietro Brutti, tutti con la qualifica di partigiani combattenti e tutt'oggi onorati con medaglie al valor militare alla memoria per decreto della Presidenza della Repubblica. Individuati grazie alla soffiata di alcuni fedeli alla Repubblica di Salò, dopo un processo sommario in Comune furono fucilati davanti al muro di cinta del Paese. Prima di essere giustiziati, chiesero di poter indossare al collo un fazzoletto rosso.
Nei mesi successivi il conflitto civile si inasprì. La notte dell'11 luglio in un'azione di rappresaglia i partigiani del Cln di Ancona catturarono e uccisero cinque fascisti, accusati di aver collaborato con le SS nell'individuazione dei membri del Gap (uno avrebbe fatto parte del plotone di esecuzione del 6 febbraio, riporta l'Archivio delle stragi nazifasciste).
Settantatré anni dopo, le cinque spie vengono ancora commemorate, come ogni anno, riaprendo la ferita dei familiari dei partigiani caduti. Le proteste delle famiglie non sono riuscite a rompere il silenzio d'ovatta che avvolge l'omaggio ai collaborazionisti né ad impedirne la puntuale riedizione.
E anche quest'anno non è stata fatta eccezione. Il 9 luglio scorso, nella via dei Partigiani, nei pressi della lapide che ricorda l'eccidio dei tre combattenti, "un gruppo di nostalgici, amici e parenti di repubblichini di Salò, è andato lì a commemorare le cinque comprovate spie", racconta all'HuffPost Alessandra Maltoni, nipote di Alessandro Maggini, il vicecomandante del Gap fucilato insieme a Brutti e Galassi. 
Una reunion che non avrebbe nulla di diverso dai tanti (gravi) episodi di apologia e ai rigurgiti fascisti che si registrano in più realtà d'Italia. Tranne che per un particolare: "Alla commemorazione hanno partecipato anche il sindaco di Ostra Andrea Storoni e il parroco del paese, don Umberto Gasparini", ha denunciato Maltoni.
In un volantino affisso sul sagrato della parrocchia i giorni precedenti il 9 luglio, è apparso l'invito di don Umberto ai fedeli (vedi foto) a partecipare alla "Preghiera nel 73esimo anniversario dell'uccisione del Priore don Nazzareno Pettinelli e di coloro che furono vittime della rappresaglia", con tanto di messa in Basilica e processione fino al luogo dell'uccisione con deposizione di corone di fiori.
Tra le cinque vittime della rappresaglia partigiana c'è infatti il priore di Santa Maria, don Pettinelli, che, riporta l'archivio storico delle stragi nazifasciste, "aveva approvato la condanna a morte dei partigiani 'in virtù della sua incondizionata adesione al fascismo e quindi ai bandi tedeschi', e più volte si era vantato di essere 'nero come la tonaca che indosso'".
Lo stesso don Umberto "si è adoperato, nel 2014, per far erigere un piccolo manufatto in memoria dei cinque repubblichini ma le nostre proteste e quelle dell'Anpi locale hanno fatto saltare il progetto", rammenta ancora la nipote di Maggini. Per questo, ogni anno l'adunata dei nostalgici si svolge davanti a una sorta di sacrario mobile e quindi facilmente rimovibile. La scena del 9 luglio era questa (come visibile in foto): a destra un manifesto con il nome dei cinque morti per mano partigiana incorniciato da strisce tricolore, a richiamare il valore della Patria. Valore ricalcato anche dalle cinque bandiere italiane a sinistra dell'altarino commemorativo. Al centro poi una grande croce dalle braccia falcate che secondo l'avvocato Piergiovanni Alleva, autore di un esposto-denuncia per apologia di fascismo alla procura di Ancona, "non ha nulla a che fare con la croce cristiana" ma richiama piuttosto "la croce prussiana ripresa, in ultimo, dal III Reich di Adolf Hitler". Una rievocazione dal sapore nazifascista che fa ancora più male alle famiglie dei partigiani caduti perché consumata lì, di fronte alla lapide dei tre martiri.
Ma a non passare inosservata è stata anche l'adesione del sindaco di Ostra, Andrea Storoni, classe '85 ed eletto nel 2014 con la lista civica Vivere Ostra, che l'HuffPost ha provato a contattare senza tuttavia riuscirci. Storoni fa parte anche del Partito Democratico, ha sostenuto con la sua lista il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre ed è assiduo partecipante alle riunioni del Circolo Pd di Ostra. Tant'è che la sua presenza - senza fascia tricolore - alla commemorazione è finita al centro di una delle riunioni del circolo dem.
Con una lettera datata 21 luglio 2017 al Coordinatore Pd Ostra Arcangelo Valeri, un militante ha chiesto se sia vero che "tutti i componenti del circolo erano a conoscenza e condividevano la partecipazione del sindaco Storoni all'iniziativa di commemorazione di 5 spie nazifasciste fucilate". La missiva (di cui l'HuffPost è in possesso) è stata inviata, per conoscenza, anche al segretario provinciale e a quello regionale, nonché al responsabile nazionale per gli Enti locali della segreteria nazionale, il sindaco renziano di Pesaro Matteo Ricci, vista "la gravità dell'affermazione che snatura alla radice la matrice antifascista del Pd", scrive con palese sdegno il militante dem.
Nella sua risposta, inviata il 25 luglio, il coordinatore Valeri conferma la presenza del sindaco alla commemorazione. In particolare, il vertice locale Pd scrive che "in uno di questi incontri il Sindaco, che è sempre presente, ha comunicato di aver ricevuto un invito a partecipare all'ormai usuale momento in ricordo delle '5 spie fasciste' fucilate da patrioti ignoti e ha chiesto un parere ai presenti chiarendo che comunque sarebbe andato in forma privata e personale, senza fascia tricolore". Valeri ricorda che già i precedenti sindaci avevano presenziato alla commemorazione senza "suscitare nessuno scandalo". Non solo: "A mio modesto parere dobbiamo considerarlo un momento di preghiera, che non si nega a nessuno, ma spero anche di riflessione per constatare che è servita una terribile guerra fratricida per liberare l'Italia dal giogo nazifascista". Poi arriva quella che appare come una giustificazione dell'evento:
"Il ricordo di quel comune dolore non dovrebbe fare scandalo perché risponde a un sentimento religioso, di umanissima pietà che non può essere negata a nessuno". Infine, il nocciolo della questione:
Per quanto sopra, il Circolo Pd di Ostra ha condiviso la presenza del Sindaco a quell'incontro proprio perché è stato invitato e ha partecipato a titolo personale A. Valeri (Coord. Pd Ostra) 25/07/2017
C'era quindi il convinto placet del circolo Pd locale alla partecipazione del primo cittadino alla commemorazione dei cinque collaborazionisti. Un assenso che stona, e non poco, con il fatto che lo stesso Pd si sia fatto promotore in Parlamento, con il ddl Fiano, di un inasprimento della pena per l'apologia di fascismo (con reclusione da sei mesi a due anni per chiunque propagandi immagini o contenuti del partito fascista o nazionalsocialista tedesco o delle loro ideologie).
Vera Maggini, sorella del partigiano Alessandro, non nasconde la sua angoscia: "È un infame tentativo di oltraggio alla Memoria e alla Storia", si sfoga parlando con l'HuffPost. "Ciò che avviene ormai da anni, con sempre rinnovato ardore e ignorando le proteste verbali e scritte più volte da me inoltrate, mi ferisce continuamente nel ricordo di quelle tre vite spezzate", continua Maggini. "Vite immolatesi affinché il loro Paese ritrovasse la pace, la libertà, la dignità, la democrazia".
A Ostra, nella valle del fiume Misa, davanti al luogo della fucilazione dei tre partigiani oggi sorge una lapide scarna: è un cippo semplice e spoglio, guarnito solo da una pianta di fiori. "Se ne prende cura la figlia del partigiano fucilato Pietro Brutti, rimasta orfana di padre quando aveva solo un anno. Lo fa con grande amore. E silenziosa pena".

martedì 1 agosto 2017

Ostra: viabilità, finalmente l'Amministrazione modifica l'orario della ztl in via Gramsci


In questo post apparso lunedì pomeriggio sulla pagina Facebook del Comune di Ostra, leggiamo che l’orario della ZTL in VIA GRAMSCI è stato - finalmente! - modificato: la chiusura al traffico, a partire da oggi, avverrà dalle ore 20 nei giorni feriali, come per Corso Mazzini.

È curiosa, però, la motivazione che ha indotto la Giunta a rivedere quanto precedentemente stabilito con propria Delibera n. 67 del 30/06/2017; leggiamo, infatti, che questa modifica non è stata dovuta tanto al crescente malcontento di commercianti e cittadini che contestavano la chiusura anticipata di Via Gramsci che, di fatto, penalizzava gli operatori in loco, quanto piuttosto perché, a differenza di quello che la Giunta sperava, “non sono pervenute richieste da parte degli operatori commerciali, volte ad ottenere la concessione di occupazione di suolo pubblico”.
Quindi, se questa innovazione viaria non ha funzionato bene come l’Amministrazione aveva ipotizzato, la colpa sarebbe da imputare ai commercianti che, non essendo accorsi in massa per occupare il suolo pubblico con sedie, tavolini ed esposizioni varie per rendere “l’area maggiormente attrattiva per il passeggio dei cittadini e dei turisti” (!!!), avrebbero portato la Giunta a modificare l’orario di chiusura di Via Gramsci.
Solitamente chi amministra cerca, ove possibile, di individuare ed attuare le risoluzioni più consone ai problemi evidenziati dalla popolazione; in questo caso, invece, è avvenuto il contrario, ovvero si è proposta una soluzione enormemente contestata per eliminare delle difficoltà inesistenti. Ciò che, invece, veniva richiesto a gran voce era il poter garantire una maggiore accessibilità ai servizi, consentendo così alle auto di transitare in centro almeno fino all’orario di chiusura dei negozi. Purtroppo, tale richiesta è stata accolta dopo ben tre settimane di “sperimentazione” che, per alcune attività commerciali, hanno costituito una notevole diminuzione degli introiti.
Ma la verità incontrovertibile è che l’isola pedonale di Via Gramsci (come d’altronde tutta l’inversione in sé) si è rivelata un completo fallimento fin dall’inizio per i cittadini ma, soprattutto, per i commercianti; non servivano di certo studi o sperimentazioni per capire che anticipare la ZTL in Via Gramsci alle ore 18:00 avrebbe portato più problemi che benefici.
Ci permettiamo, dunque, di avanzare un suggerimento all’Amministrazione Storoni: se proprio non sapete come risolvere i problemi, cercate almeno di non crearli, sarebbe già un passo avanti.


  da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

mercoledì 26 luglio 2017

AD OSTRA E' SCOPPIATA LA TERZA GUERRA MONDIALE MA FORSE SI SONO CREATI I PRESUPPOSTI PER IL RITORNO DELLA PACE

articolo tratto dal blog di Alberto Pirani  (http://albertopirani.blogspot.it)
La "querelle" ostrense, che ha assunto in questi ultimi giorni caratteri tragicomici, conferma alcuni tratti dello spirito nazionale: contrapposizione(Orazi contro Curiazi, Guelfi contro Ghibellini, Montecchi contro Capuleti, Coppi contro Bartali), difficoltà ad individuare importanza e priorità dei problemi, tendenza al melodramma.
La "telenovela" - ormai non possiamo che definirla così - si è arricchita in questi giorni di un ulteriore passaggio. E' stata trovata appesa con un cappio al collo, "impiccata" ad un muro di un palazzo vicinissimo a quello municipale, una bambola; dietro una scritta sul muro tracciata con vernice rossa  "state attenti".
Anche a prima vista faceva pensare ad una goliardata di un paio di ragazzotti, anche se piuttosto pesante e di indubbio cattivo gusto. E così dopo pochi giorni si è rivelata.
A caldo ne è venuto invece fuori un "pieno" manco se l'ISIS avesse bombardato il Vaticano. Il sindaco ha denunciato che era stata minata la serenità di una comunità, c'è stata una corsa a chi esprimeva più solidarietà al sindaco con accenti di profonda preoccupazione, nemmeno gli fosse stato fatto saltare con il tritolo il municipio o la sua auto posteggiata all'aperto. La sensazione è che la maggior parte di coloro (persone o enti) che hanno manifestato la loro solidarietà, in molti casi con enfasi, lo abbiano fatto perchè non si pensasse  o si dicesse che mancavano all'appello mettendo in moto una serie di congetture: hanno manifestato solidarietà  l'ANCI di Ancona, art 1 MDP, i Giovanni Democratici di Ancona, gli onorevoli Ricciatti e Busilacchi di artt.1 MDP e molti altri. Reazione spropositata rispetto all'evento, a mio avviso Tendenza al melodramma. Aumentava così il tono dello scontro anche perchè alla provocazione della bambola "impiccata" faceva  riscontro il danneggiamento  della bacheca nella quale la minoranza espone documenti sulla sua attività politica. Molte voci si levavano sollecitando una moderazione dei toni. Tra di esse la mia,
In sintesi credo si possa affermare che:
a) il problema della viabilità ad Ostra è di rilievo per la comunità ostrense ma non è certo ai vertici dei problemi nè locali, nè regionali, nè nazionali nè delle amministrazioni nè dei singoli partiti
b) il principale responsabile della situazione che si è creata è il sindaco il quale ha preso il provvedimento in un isolamento solipsistico che la dice lunga sulle reali idee di molti esponenti che si dicono "di sinistra"circa il funzionamento  delle istituzioni democratiche. Il sindaco ha poi perseverato nell'errore negando il confronto ed impedendo lo svolgimento del referendum attraverso il quale i cittadini avrebbero potuto esprimere il proprio pensiero
c) la bambola "impiccata",  il vetro della bacheca rotto sono emblematici di un atteggiamento infantile che riduce la politica a piccole cose e a orizzonti limitati e questo avrebbe dovuto fin dall'inizio far ridimenzionare l'episodio
Altrettanto infantile appare l'atteggiamento di chi, forte di un mandato popolare, crede che questo lo autorizzi a considerare "res privata" la "res publica" e si muove con arroganza e sostanziale chiusura
d) la gestione amministrativa di realtà locali, specie se piccole, deve essere improntata ad un confronto e ad un dialogo "costruttivi"tra le forze politiche in campo che spesso si presentano agli elettorii sotto forma di liste civiche. Maggioranza e opposizione nei loro rispettivi ruoli, con le loro rispettive proposte ma avendo come comune obbiettivo il benessere della comunità
Ho pertanto letto con favore la lettera aperta inviata al sindaco dal comitato "sopravvivere ad Ostra" con la quale il Comitato si dichiara disponibile ad accogliere l'invito del sindaco a confrontarsi pubblicamente "sull'episodio di vandalismo che nelle ultime 48 ore ha destato molte reazioni e avuto una eco vastissima al punto tale di essere diventato l'unico argomento di discussione dentro e fuori il nostro comune"
Perfetto  ma mi chiedo. Se  vi confrontate pubblicamente perchè non lo fate su tutto? Così come sembra, esaurito il confronto sulla bambola.................tutti a casa?

martedì 25 luglio 2017

Ostra: minacce sul muro, niente attacchi all'Amministrazione solo una bravata di ragazzini

La scritta minacciosa e la bambola con il cappio al collo comparsi la scorsa settimana su un muro del centro storico, a pochi passi dalla sede municipale, nulla avrebbero a che fare con l'Amministrazione Comunale. E anzi sarebbe frutto di una "contesa" tra ragazzini.
A sostenerlo, in via informale, è il Comitato Sopravvivere a Ostra, che fin da subito si era detto estraneo alla vicenda e anzi aveva lamentato di essere ingiustamente finito nell'occhio del ciclone. La scritta "State attenti" è comparsa in un momento particolarmente "caldo" della vita amministrativa cittadina, con l'entrata in vigore della nuova viabilità e le conseguenti proteste dell'opposizione e del Comitato. Sull'episiodio stanno indagando i Carabinieri ma alcuni membri del Comitato, attraverso i social, mettono in guardia e "svelano" quelli che sarebbero i reali autori del pessimo gesto. "Il fatto è che quella scritta era stata notata già da diversi giorni da quelli che parcheggiano dietro il cortille di palazzo Censi e non era rivolta nè all'amministrazione nè alla Proloco nè al Comitato ma era solo per coloro che in passato avevano danneggiato i motorini e gli apetti di alcuni ragazzi che parcheggiano li -afferma un esponente del Comitato- .Il bambolotto è apparso mercoledi pomeriggio e qualcuno lo ha fotografato Il fatto è che è stato fatto un polverone per una bravati di ragazzini che non si rendevano neanche conto di quello che poteva scaturire. Qui non si incolpa nessuno, solo da una cavolata di pessimo gusto è successo un putiferio".

domenica 23 luglio 2017

Una scritta con bambola impiccata Minacce sul muro di Palazzo Censi

OSTRA - Una scritta sul muro del cortile di Palazzo Censi, State attenti, e accanto una bambola impiccata. Un gesto inquietante che ha indotto il sindaco Andrea Storoni a sporgere denunciata contro ignoti. Il primo cittadino, dopo aver notato il messaggio intimidatorio ha prima commentato l’accaduto su Facebook ironicamente, poi ieri è andato dai carabinieri. «Forse potevate essere più originali, comunque al bambino/a che ci giocava vorrei dirgli che il bambolotto può venire a prenderlo. Adesso è al sicuro. Ma soprattutto perdonateli perché non sanno quello che fanno!». È stata questa la prima reazione.
«Mi sono accorto giovedì pomeriggio ma mi hanno detto che la scritta è comparsa prima del consiglio comunale in cui si discuteva la viabilità – spiega Andrea Storoni -. Non so chi sia stato ma la coincidenza con il consiglio e il fatto che molti di noi parcheggiano in quell’area ha fatto sorgere qualche dubbio sul legame con il dibattito attuale. È diventato sempre più violento sia verbalmente che sui social». In aula i commercianti erano presenti con dei cartelli di protesta. «Quella scritta sul muro è una minaccia generica – replica il comitato “Sopravvivere ad Ostra” -, non è specificato il soggetto che deve stare in guardia. A nessuno sfiora l’idea che magari quella minaccia possa essere rivolta ai membri del comitato? Magari qualche buontempone di quelli che sono a favore dell’inversione voleva redarguirci, visto l’enorme sollevazione popolare che abbiamo scaturito, tant’è vero che alcuni di noi sono stati più volte minacciati a livello personale eppure non abbiamo mai fatto alcuna strumentalizzazione della cosa. Il sindaco è stato veramente abile nel cogliere la palla al balzo e rigirare la frittata. Perché mai il bambolotto dovrebbe essere per forza rivolto a lui?».
Nei giorni scorsi era stata danneggiata la bacheca del gruppo di minoranza Progetto Ostra. «Se la bacheca non è stata opera dei sostenitori dell’Amministrazione – proseguono dal comitato - perché mai questo atto, che riconosciamo essere veramente infimo, dovrebbe essere opera di soggetti già ideologicamente definiti? Potrebbe essere un atto vandalico compiuto da ragazzini. Di una cosa però siamo ultrasicuri: quella scritta non è opera attribuibile al comitato e prendiamo le distanze da quanto accaduto». Molte le dimostrazioni di solidarietà ricevute dal sindaco, a partire dalla sua stessa città. «Il Partito democratico di Ostra esprime piena e totale solidarietà al sindaco – dichiara Arcangelo Valeri, coordinatore del circolo Pd – e al consiglio comunale per il vile e disgustoso gesto intimidatorio, compiuto nel nostro paese e che offende tutta la comunità. Il Pd condivide e sostiene inoltre le motivazioni che hanno portato alla sperimentazione in atto della viabilità in centro storico»
(fonte: Corriere Adriatico 22/07/2017)

venerdì 21 luglio 2017

Il sindaco di Ostra dopo l’intimidazione: “Questi gesti minano la serenità di un’intera comunità”

OSTRA – Questi gesti mirano a tirar giù il livello di civiltà di un’intera comunità. Per un Sindaco, amministrare, seppur nelle difficoltà, seppur nella precarietà delle risorse, seppur nel limite di molte norme è una soddisfazione infinita. Ci sono piccoli e grandi fatti che ti entrano sotto pelle e sono il motivo per cui decidi, ogni giorno che ti svegli, che vale la pena alzarsi, percorrere la strada che separa casa tua dal Comune, anche quando ci sono cittadini contrari alle tue scelte.
Così è anche per tutti i miei colleghi con cui mi sono imbarcato. Ci sono poi degli atti come quello del bambolotto impiccato e dell’avvertimento: “State attenti”, che si fa difficoltà a decifrare compiutamente ma che minano e demoliscono o tentano, quanto meno di farlo, la volontà e l’aspirazione all’impegno. Non credo sia determinante considerare l’impiccagione di un bambolotto legato alla viabilità oppure no per valutarlo come volgare e violento.
Non credo proprio sia il gesto di un commerciante o di un consigliere, con molti di loro sono cresciuto fin da piccolo, ma è una ferita per una città. Siamo caduti o scaduti nella violenza e ci siamo feriti di brutto. Questo è la volgarità che tutto offusca e tutto infanga.
di ANDREA STORONI*
Sindaco di Ostra

La scritta sul muro di Ostra: “Un gesto deprecabile senza appello”. Dura presa di posizione della Lista civica Progetto Ostra

 Non sono soltanto le temperature estive a rendere arroventato il clima di questo luglio ostrense
“Ci sono scelte amministrative sbagliate, che si rivelano tali  non in base ad elucubrazioni filosofiche o a improbabili progetti di città ideali: ma in base alla lettura concreta  delle circostanze reali in cui ci troviamo, qui ed ora. Ci sono scelte che possono essere facilmente emendate e che invece vengono caparbiamente mantenute, invocando la pazienza e la comprensione dei cittadini. Ci sono lavoratori che vedono compromesse le proprie attività  e che gridano il loro diritto di sopravvivere. Ci sono cittadini che percepiscono come violati i propri diritti, in una democrazia che dovrebbe vivere di rappresentanza e che, invece, procede su ostinate imposizioni. Ci sono i fatti e sono questi. Poi ci sono gli sciacalli, i teorici improvvisati, gli esperti formati sul campo, i coach… e gli idioti.
“E l’ultimo gesto a caratteri rossi è il gesto di un idiota, chiunque esso sia. Un gesto deprecabile senza appello, che non merita gli onori della cronaca o le luci della ribalta; che ha già avuto troppo visibilità. Ma ci permettiamo di rilevare che la stupidità del gesto è almeno pari alla stupidità di chi celebra processi sommari e lascia intendere di saperla più lunga degli altri tanto da attribuire con certezza la paternità del gesto e da individuare senza dubbio alcuno le vittime e i carnefici, i mittenti e i destinatari (non sappiamo in base a che cosa, non conosciamo le prove di cui dispongono ne’ gli indizi che hanno raccolto).
“La scritta è comparsa nel pomeriggio di mercoledì, prima che iniziasse la seduta del Consiglio comunale: fino a quel momento nessuno poteva prevedere l’esito negativo della votazione unanime della maggioranza, dal momento che l’unico scambio avuto in merito è stato in sede di Commissione Regolamenti, durante la quale il Sindaco non ha fatto parola della posizione ostativa della Giunta in merito ai punti all’ordine del giorno e, anzi, con il suo comportamento aveva fatto supporre tutt’altro.
“Chi avesse interesse a lanciare preventivamente messaggi intimidatori è, perciò, piuttosto difficile da definire. Abbiamo sentito toni messianici, citazioni evangeliche, sproloqui su una consumata guerriglia urbana di stampo mafioso. Ci dispiace per chi cerca il sensazionale, magari per distogliere l’attenzione dal quotidiano, che è difficile da gestire: ma per tranquillizzare chi avesse intenzione di fare due passi a Ostra, magari approfittando della ztl e contribuendo a ripopolare le strade semideserte del centro, ci permettiamo di dire, pur condannando il gesto a chiare lettere e senza nessuna esitazione,  che a Ostra  non c’è nessuna guerriglia, non ci sono mafiosi:  c’è solo un idiota che è uscito allo scoperto, che ha sottratto un giocattolo a qualche bambina e ha imbrattato un palazzo storico, che ha già i suoi guai e non meritava questo ulteriore sfregio. Ogni altra parola adesso è una parola di troppo.

martedì 18 luglio 2017

I commercianti pagano alla novantenne la multa presa per la nuova viabilità




Avevano fatto una promessa e l’hanno mantenuta. Lunedì mattina, alcuni commercianti di Ostra si sono recati presso l’ufficio postale per onorare la parola data, ovvero pagare di tasca propria la multa che venerdì pomeriggio (14 luglio) era stata elevata ad una novantenne, “colpevole” di essere entrata con la macchina in Via Gramsci dopo l’orario di chiusura, sostando con la propria auto di fronte al negozio dove si era recata per fare la spesa.

Quasi fosse stata una sorta di "disobbedienza civile" scientemente voluta - e non dovuta all’età ed alla scarsa diffusione d’informazione - la signora è stata prontamente sanzionata senza troppi convenevoli. Considerata la provvisorietà della norma combinata alla sua recente entrata in vigore, forse una possibile soluzione poteva essere “perdonare” la signora, spiegandole bene che la prossima volta avrebbe dovuto attenersi alle nuove disposizioni, che hanno stravolto ciò che è stato da sempre conosciuto in termini di viabilità da quando Ostra esiste come cittadina; a volte la razionalità è anche figlia del buonsenso e non sempre è vincolata alla ferrea applicazione della legge. Proprio oggi abbiamo letto, infatti, in una nota pubblicata sul profilo Facebook del Comune, che i Vigili “Non sono scrittori di verbali ma vostri servitori”.
A maggior ragione, dunque, sosteniamo con forza che l’applicazione della legge non è scollegata dal far rispettare anche lo spirito della stessa che, nel caso di specie, equivaleva all’andare incontro a questa signora, aiutandola e non sanzionandola! Ma, poiché ora ad Ostra il significato vero della Giustizia si è completamente perso, allora si preferisce usare il pugno di ferro per nascondere certe incapacità. Certamente la signora novantenne ora, sanzionata a dovere, non dimenticherà più che la viabilità all'interno del centro storico è cambiata e che dopo le ore 18 non può transitare per via Gramsci, ma forse lo stesso risultato poteva essere raggiunto con altri modi meno drastici. Perché vede, caro Sindaco, il gesto compiuto oggi da questi commercianti è il buonsenso civico a cui ci riferivamo, ma stia tranquillo, non ci illudiamo certo che lei possa capirlo…


   

da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

sabato 15 luglio 2017

Ostra: "Che fine ha fatto il buonsenso?, numerosi i disagi per il cambio di viabilità"


Si sta avviando verso la conclusione questa prima settimana di “sperimentazione” della nuova viabilità. Fin dal primo giorno, i disagi non sono di certo mancati: ricordiamo che al mattino un’ambulanza ha imboccato C.so Mazzini contromano e in serata un furgone è stato costretto alla stessa manovra perché impossibilitato a transitare lungo V.Gramsci, chiusa al traffico.
A tutto ciò, si unisce un crescente sconforto dei commercianti i quali, oltre a vedere il centro storico sempre più deserto nelle varie fasce orarie della giornata, stanno già registrando un considerevole calo delle vendite. Questo grazie soprattutto al provvedimento “a sorpresa” stabilito dall’Amministrazione che impone la chiusura di Via Gramsci già a partire dalle 18 nei giorni feriali, con un anticipo di ben due ore rispetto alla ZTL sancita per il C.so Mazzini.
Questo, però, non ha intimidito una intrepida novantenne che, nel pomeriggio di venerdì 14 luglio, a causa dell’età avanzata e delle difficoltà nel camminare, ha “osato” contravvenire a questa decisione, entrando con la macchina in Via Gramsci dopo l’orario di chiusura e sostando la propria auto di fronte al negozio dove si era recata per fare la spesa. All’uscita, però, la signora si è accorta di aver smarrito le chiavi della macchina; il titolare del negozio si è così rivolto ai Vigili poco distanti.
La ricerca delle chiavi ha mobilitato tutta la via, nonché il Sindaco, l’assessora Paolinelli e la consigliera Digena che stavano assistendo al mercatino dei bambini allestito in Via Gramsci. Fortunatamente le chiavi sono state rinvenute ma l’episodio si è concluso senza un lieto fine poiché la novantenne è stata comunque multata e a nulla sono valse le proteste ed i tentativi per far desistere i Vigili. Di slancio, i commercianti della zona si sono attivati per pagare loro, di tasca propria, la multa destinata alla signora.
Un episodio simile era già accaduto, lunedì mattina, al titolare della storica edicola di V.Gramsci il quale, per pochi istanti, aveva sostato (seppur non consentito) davanti all’ingresso del proprio negozio, per permettere al padre novantenne e disabile di scendere; ci auguriamo che almeno stavolta la multa non venga comminata!
A fronte di tutto ciò ci chiediamo: non è bastato aver imposto forzatamente l’inversione della viabilità nel centro storico nonostante la forte contrarietà della maggioranza dei cittadini? Non è bastato aver messo in seria difficoltà i commercianti disponendo la chiusura serale di via Gramsci già dalle 18? Non è bastato aver desertificato il centro storico così come riportato dalle foto scattate a più riprese?
Evidentemente no e l’episodio accaduto ieri pomeriggio ne è l’ennesima dimostrazione.
I Vigili avranno anche fatto il loro dovere, ma la sensazione è che ora i regolamenti, i formalismi e le rigide applicazioni stiano prendendo il sopravvento sul senso pratico e sul buonsenso civico. Ostra non è una grande capitale europea o una città metropolitana! Ostra è una cittadina medioevale dove la gente ama godere delle piccole comodità negate ai grandi centri abitati; Ostra ha un’età media decisamente alta e per questo dovrebbe essere il più possibile a misura d’uomo con la massima fruibilità ai servizi; Ostra è un centro commerciale "a cielo aperto", ricco di tante piccole attività commerciali ed artigianali, difficile da ritrovare in altre realtà e per questo andrebbe sostenuto ed incentivato.
Per tutte queste peculiarità che la contraddistinguono, Ostra dovrebbe essere preservata per la sua ricchezza e la sua unicità e non conformata a moderni standard che non tengono conto del tessuto sociale, urbano ed economico che è proprio di ogni città.
Invece, tutte le criticità ed i timori che avevamo avanzato all’Amministrazione comunale si stanno confermando puntualmente, forse anche in misura maggiore di quanto potessimo prospettare.
Continuiamo davvero a non capire a chi/cosa possa giovare questo radicale ed insensato cambiamento, richiesto da nessuno, dannoso per tanti e costato a tutta la collettività. Perciò, la domanda che ci poniamo è: ad Ostra, che fine ha fatto il buonsenso?
 
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra

mercoledì 5 luglio 2017

Ostra: Progetto Ostra chiede la convocazione del Consiglio Comunale


Giovedì 29 giugno il Gruppo Consiliare “Progetto Ostra” ha depositato in Comune la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per discutere tre ordini del Giorno.
Il primo riguarda la modifica dell’art. 33 dello Statuto Comunale che disciplina il referendum comunale, il secondo volto a far approvare il regolamento per la disciplina del referendum, il terzo avente ad oggetto un atto di impegno rivolto all’Amministrazione affinché interrompa l’introduzione dell’inversione del senso di marcia nel centro storico fino a quando non verrà sottoposto al giudizio dell’intera cittadinanza questa scelta che il Sindaco Storoni e l’Assessora Paolinelli stanno portando avanti. La decisione di invertire il senso di marcia all’interno del Centro Storico ha prodotto una tale reazione da parte dei cittadini che non può certo rimanere inascoltata. La presentazione di oltre 1.200 firme contrarie a detto provvedimento, la nascita di un Comitato, le proteste dei cittadini esternate in Consiglio, l’affissione di cartelli fuori degli esercizi commerciali, la massiccia opera di protesta pubblicata sui social fino al corteo spontaneo di auto che ieri sera ha attraversato il paese, sono il segno della necessità di lasciare la parola al popolo. Ci saremmo aspettati un Sindaco dialogante e non certo chiuso all’interno del Palazzo Comunale, con ben tre Vigili (mai ad Ostra se ne sono visti così tanti in una sola occasione!) che nella zona prospiciente l’ingresso, sotto le logge del Comune, filmavano le macchine che percorrevano le vie del Centro, proprio come la sera del Consiglio Comunale quando, dopo decenni, erano presenti il Comandante dei Vigili Urbani ed un Vigile, forse per funzioni di ordine pubblico. Dov’è dunque la democrazia partecipativa evocata dal Sindaco Storoni? E’ forse nella riunione del 19 Aprile, quando il Sindaco e gli assessori dal Palco del Teatro annunciavano ai cittadini che si trovavano in platea la loro decisione? E’ forse in una anonima cassettina destinata ai consigli da parte dei cittadini, che è rimasta laconicamente vuota? E’ giunto il momento che l’Amministrazione dia la parola ai cittadini permettendo lo svolgimento di un referendum comunale cui rimettere la decisione oggi contestata: è questo l’unico modo per far capire ai cittadini che il Comune è davvero di tutti.

Un serpentone di auto per una “protesta senza precedenti” ad Ostra contro il Comune



Una protesta senza precedenti. Uno spirito comune che ha accorpato i tantissimi cittadini di Ostra che ieri pomeriggio, martedì 4 luglio, hanno avvolto la città nelle spire di un lunghissimo “serpentone” di auto e ciclomotori con lo scopo di manifestare ancora una volta – se mai ce ne fosse stato bisogno – tutta la loro contrarietà alla decisione assunta dall’Amministrazione Storoni di invertire il senso di marcia nel centro storico.
Una manifestazione pienamente riuscita che, oltre a suscitare tanta curiosità ed ilarità dei cittadini che hanno salutato il passaggio dei mezzi, ha visto anche un dispiego, come mai prima d’ora, di Forze dell’ordine e di Polizia Locale che pattugliavano l’ingresso del Palazzo Comunale, riprendendo i manifestanti con gli smartphone. Probabilmente la notizia, trapelata nei giorni scorsi di una possibile “contestazione” nel tardo pomeriggio, aveva allarmato l’Amministrazione.
Ovviamente nessun problema, ma solo numerosi consensi per un simpatico e partecipato evento che va ad aggiungersi all’elenco di quanto già inutilmente tentato contro la contestata e dannosa scelta di modifica del senso circolazione in centro.
Già, perché abbiamo saputo che da lunedì 10 luglio il Sindaco attuerà l’inversione della viabilità con la seguente motivazione: “Tanto ormai abbiamo già acquistato i cartelli…”.
Eppure, caro Sindaco, PRIMA di acquistare i cartelli, il 19 aprile si è svolto un incontro pubblico in Teatro, sede di primi malcontenti e contestazioni contro questa assurda Sua decisione, che sono poi dilagati sui social ed in ogni angolo della città.
PRIMA di acquistare i cartelli, era partita una petizione che ha raccolto un plebiscito di firme.
PRIMA di acquistare i cartelli, il 12 maggio è stato convocato un apposito Consiglio Comunale che ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini arrabbiati.
PRIMA di acquistare i cartelli, si è arrivati anche a costituire questo Comitato che ha dato voce al malcontento di tutta Ostra, tentando con ogni mezzo, di indurLa a revocare questa Sua incomprensibile ed ingiustificabile scelta.
Tutti questi “segnali” non erano forse sufficienti a farLe capire che la cittadinanza non approvava quanto da Lei e dalla Sua Giunta deliberato in gran segreto?
Momenti di confronto, non solo con il nostro Comitato ma anche con altri cittadini, ce ne sono stati diversi ma tutti hanno avuto lo stesso esito: un rifiuto categorico da parte Sua e della Giunta a qualsiasi suggerimento o progetto che venisse avanzato, un’ermetica chiusura a tutto ciò che non avallasse la Sua decisione.
Questa è DEMOCRAZIA? Questo è il tanto sbandierato “vento del cambiamento” che avrebbe dovuto portare nuova vita ad Ostra? Questo è il vostro modo di dialogare con il territorio?
E adesso vorreste intimorirci paventando denunce per un video che è pura satira e multe per una manifestazione di protesta?
Fortunatamente, la speranza che il buon senso ed il rispetto della volontà dei cittadini possano ritornare non sono ancora venuti meno. A tal proposito, abbiamo appreso che il gruppo consiliare di minoranza ha richiesto un consiglio comunale per sospendere la Delibera di Giunta n.43 sull’inversione della viabilità, nonché di modificare lo statuto ed il regolamento comunale per consentire lo svolgimento di un referendum sul tema affinché  tutti i cittadini possano esprimersi liberamente sulla questione perché, come cantava Gaber, “libertà è partecipazione”.
Foto nel testo a destra di Massimo Mariselli

Da Comitato Sopravvivere ad Ostra

mercoledì 28 giugno 2017

“Storoni mette a segno un’altra stoccata: da settembre la mensa sarà esternalizzata”

Abbiamo recentemente scoperto che l’Amministrazione Storoni ha deciso di esternalizzare il servizio della mensa scolastica già a partire dal prossimo anno scolastico 2017/2018.
Quella che all’apparenza sembrava un pettegolezzo cui non dar assolutamente seguito, è stata invece confermata dalla risposta dell’”Assessora” Paolinelli Lucia come una realtà che, a quanto pare l’Amministrazione, senza farne cenno con nessuno, aveva deciso di perseguire da tempo.
La cosa che lascia sbigottiti non è certo il non aver rispettato i termini prescritti dalla legge per rispondere all’interrogazione urgente (attesa per ben oltre un mese, nonostante il regolamento imponga come termine massimo per rispondere quello di 5 giorni), quanto soprattutto il constatare che, ancora una volta, la Giunta Storoni, sprezzante di ogni principio di democrazia, abbia scelto di prendere una decisione così importante per i bambini che frequentano l’asilo nido, la scuola dell’infanzia e la scuola primaria a tempo pieno, senza aprire preventivamente alcuna discussione e senza minimamente coinvolgere i genitori dei ragazzi.
La gestione della mensa da parte del personale del Comune ha permesso, in tutti questi anni, un particolare controllo degli alimenti (che venivano acquistati da aziende del posto), una peculiare attenzione alle diete ed alla preparazione degli alimenti (effettuata da persone attente non al profitto ma al solo funzionamento del servizio) e ad una filiera corta del cibo che, acquistato in loco, veniva cucinato nella mensa comunale e da lì distribuito nei plessi che potevano essere raggiunti con un brevissimo tragitto in auto.
Cosa accadrà dal prossimo anno? Da dove proverranno i cibi che verranno posti sulle tavole dei bambini? Davvero tutto questo comporterà un risparmio per le casse comunali? Cosa c’è veramente dietro questo cambiamento così radicale? E soprattutto, per quale motivo il Comune ha assunto un provvedimento così invasivo nella vita dei piccoli senza coinvolgere le famiglie, preferendo mantenere sino all’ultimo un ingiustificato silenzio su quanto aveva già deciso? Forse si pensava che pubblicando solo all’ultimo quanto già stabilito, si sarebbe riusciti ad evitare che ad Ostra si verificassero le proteste cui si è assistito nei Comuni limitrofi da parte dei genitori dei bambini coinvolti, per una scelta simile?
Queste sono solo alcune delle tante domande che in questo momento ci stiamo ponendo; siamo contrari a questa decisione ed al solito modo autoritario con cui è stata assunta, che è ben rappresentato dal tono usato dall’Assessora nella sua risposta.
Sin da ora ci dichiariamo disponibili ad analizzare quanto sta accadendo con tutti i cittadini che dovranno subire ancora una volta una decisione imposta dal Sindaco Storoni ed a collaborare con quanti vogliano evitare che venga realizzata l’esternalizzazione di questo importante servizio.

venerdì 16 giugno 2017

Ostra: viabilità, a luglio l'inversione, il comitato "Sopravvivere ad Ostra" pronto ad indire un referendum popolare


"I cartelli sono già stati acquistati, a luglio partiremo con l’inversione della viabilità nel centro". È quanto ci siamo sentiti dire dal Sindaco Storoni durante l’incontro svoltosi ieri sera, martedì 13 giugno, tra l’Amministrazione ed il comitato "Sopravvivere ad Ostra".
A nulla, dunque, sono valse le proteste, le migliaia di firme raccolte, le lettere, le preoccupazioni ed anche le proposte da noi presentate.
Ma d’altronde ce lo aspettavamo già.
Ci è stato detto in maniera lampante che il loro intento è quello di disincentivare il traffico all’interno delle mura e che la manovra di inversione dei sensi di marcia dei Corsi e della Riviera di Ponente è l’unica strategia perseguibile per raggiungere tale finalità.
Sostanzialmente, abbiamo chiesto maggiore controllo e disciplina del senso civico, con particolare riferimento alla questione dei dischi orari nei parcheggi a tempo limitato: spesso la gente si ritrova a parcheggiare anche laddove non dovrebbe, non tanto per provare il brivido di essere multata, ma più semplicemente perché trova gran parte dei parcheggi già occupati.
Considerati i "notevoli benefici" che la convenzione di Polizia Locale tra i Comuni di Ostra, Ostra Vetere e Trecastelli avrebbe dovuto comportare, in realtà ci ritroviamo a non avere vigili a sufficienza che controllino, a piedi, le principali vie del centro storico. Addirittura, quest’anno non sarà nemmeno assunto un vigile per il periodo estivo, così com’era consuetudine fare.
Pertanto, quello che è un problema di organico dell’Amministrazione, sta diventando un problema di tutti. Come risolverlo? Limitando il traffico in centro, cosicché risulti vera l’equazione per cui "meno auto = meno controlli".
Altra motivazione riportata in Delibera quale giustificazione all’operazione di inversione, è la diminuzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico al fine di tutelare il patrimonio storico e artistico, preservando così anche la pavimentazione. Abbiamo chiesto dati certi su questo presunto smog, suggerendo che venisse condotta un’indagine in tal senso, prima di avviare la sperimentazione. Ma anche questo suggerimento è rimasto inascoltato, così come la possibilità di chiusura serale dei due corsi per tutto l’anno, con la possibilità di gestire e modificare l’orario di chiusura in base ad eventuali esigenze, manifestazioni o altro sia in Piazza dei Martiri che lungo altre vie del centro.
Bocciata anche la nostra proposta di istituire degli stalli di sosta nelle vicinanze delle attività più critiche con parcheggi a tempo o eventualmente con stalli ottenuti con concessione del suolo pubblico da riservare ai singoli esercizi commerciali. Questa soluzione avrebbe permesso agli esercenti, mediante pagamento di un canone annuo al Comune, di riservarsi dei parcheggi per i loro clienti, “vigilando” sulla corretta gestione degli stessi.
Dopo un’ora e mezza di discussione, abbiamo dovuto prendere atto che non c’era alcuna possibilità di compatibilità tra le nostre richieste e le esigenze della Giunta già espresse in Delibera.
La sensazione è stata che, nonostante l’apparente apertura a nuove idee, l’Amministrazione non stesse chiedendo un progetto alternativo all'inversione, bensì dei suggerimenti che avallassero o modificassero di poco, quanto già da loro deliberato.
Da parte nostra, persisterà l’impegno nel continuare questa battaglia, tant’è che abbiamo già presentato una richiesta di risarcimento di tutti i danni sia a titolo di lucro cessante per il minor introito che tale scelta produrrà alle attività commerciali, sia a titolo di deprezzamento che gli esercizi subiranno a titolo di avviamento da questa Delibera, per poi proseguire con ogni possibile manifestazione di protesta.
Inoltre, come abbiamo già avuto modo di dire all’Amministrazione, è nostra intenzione promuovere un referendum abrogativo, l’unico strumento di esercizio della sovranità popolare in grado di dare voce a tutti i cittadini che potranno così esprimersi liberamente a favore o meno del progetto di inversione della viabilità cittadina.


 
da Comitato

giovedì 1 giugno 2017

Ostra: Storoni sulla nuova viabilità, "Dobbiamo ridurre il flusso di auto in centro"


Il passato è un tempo imperfetto fatto di azioni incompiute e tentativi non portati a termine. Il presente e il futuro devono essere concreti e adeguati al cambiamento necessario, a parere nostro, che è fatto di migliore fruibilità del centro storico.
Per questo non ci si può ritirare di fronte al diffuso movimento creatosi a seguito della proposta di inversione dei corsi. Giovedì 25 maggio l’Amministrazione ha incontrato il Comitato Sopravvivere ad Ostra, al quale ha già anticipato la necessità di avere da parte loro una proposta, ma per non limitare la discussione e appiattirla è auspicabile aprirsi a tutte le proposte che entro le ore 13.00 del 8 giugno perverranno in Comune. Restano fermi gli assunti importanti della deliberazione legati all’inversione, alla necessità di riduzione del numero di auto di puro passaggio e alla limitazione della sosta “selvaggia” ma con le modulazioni che giungeranno e gli interventi proposti che dovranno essere sperimentati. Successivamente all’accoglimento delle proposte sarà cura dell’Amministrazione indire un incontro pubblico per discutere le proposte e sottoporle alla volontà della cittadinanza. Non sarà un referendum, non propriamente un concorso di idee, ma servirà per sperimentare una forma di partecipazione alle decisioni.

da Andrea Storoni sindaco di Ostra