martedì 22 maggio 2018

Moris Mansanta nuovo presidente del Consiglio delle Terre della Marca Senone

Mansanta, 41 anni, di Ostra, vice-sindaco della Giunta Storoni nel Comune ostrense, è stato proposto dalla maggioranza durante la prima seduta del Consiglio delle Terre della Marca Senone.
E’ stato eletto, nella votazione a scrutinio segreto, con 23 voti favorevoli su 23 votanti.
Si è però subito creata una spaccatura tra maggioranza e opposizione, che aveva proposto il nome di Luigi Rebecchini, che sarebbe stato sostenuto dalla maggioranza invece solo per il ruolo di vice-presidente.
Incarico che Rebecchini a quel punto non si è sentito di accettare, invitando i consiglieri di maggioranza e minoranza a non votarlo nemmeno per la vice-presidenza.
L’opposizione, a quel punto, non ha partecipato alla votazione che ha portato alla nomina di Mansanta, abbandonando l’aula.
La prima seduta del Consiglio delle Terre della Marca Senone si era aperta nella sala consiliare del Comune di Senigallia alle ore 18.15 di lunedì 21 maggio in maniera solenne, con l’inno di Mameli.
Poi aveva preso la parola il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi:
“il passaggio odierno non è un adempimento burocratico ma molto di più – aveva evidenziato – .Possiamo diventare un esempio di buona amministrazione, rispondendo ai bisogni dei cittadini in maniera omogenea. Stando assieme si ha voce più forte, si è meno isolati e si può essere protagonisti: associazioni, sindacati, imprenditori, qui presenti, ci chiedevano questo progetto di grande profilo”.
Successivamente era stato trattato il primo punto all’ordine del giorno, la convalida dei consiglieri eletti, approvata in questo caso con il voto favorevole di tutti i presenti (30)

venerdì 27 aprile 2018

Ostra: un incontro per fare chiarezza sull'edilizia scolastica

 
Sono trascorsi quasi due anni dall'incontro pubblico che abbiamo promosso sui problemi deĺl’edilizia scolastica e nonostante il tema sia particolarmente sentito dalla popolazione e dai genitori degli alunni, da allora l'amministrazione di Ostra ha fatto calare un silenzio che alimenta dubbi e paure. Abbiamo quindi deciso di promuovere un nuovo incontro pubblico previsto per giovedì 3 maggio, alle ore 21,15 presso il Circolo Acli Falco di Casine. Sarà l'occasione per illustrare a quanti hanno a cuore la scuola e le sue strutture, cosa sia accaduto a livello nazionale ed a livello comunale e per discutere su cosa si potrebbe fare nel prossimo futuro, raccogliendo anche idee e suggerimenti. Non è più pensabile nascondere il problema facendo finta che non ci sia, rimandando le decisioni più importanti e continuando ad investire risorse in settori meno strategici: è ora scossa che il futuro dei nostri figli rappresenti una priorità per chi amministra.

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it

lunedì 16 aprile 2018

Ostra: edilizia scolastica, "Richiesta di contributi per la messa in sicurezza della scuola dell’infanzia Biancaneve e per la Menchetti"


Fare il punto sull’edilizia scolastica, sul piano di edilizia scolastica, sullo stato di avanzamento delle procedure, sulle questioni pregresse e sulle informazioni fuorvianti in circolo è doveroso. Il Comune di Ostra, sulla base di quanto previsto dalla legge di Bilancio 27 dicembre 2017 n. 205 art.1 - comma 853, il 19 febbraio scorso ha presentato richiesta di contributi per la messa in sicurezza della scuola dell’infanzia Biancaneve e per la secondaria di primo grado Menchetti.
La richiesta è stata avanzata inserendo i dati sulla piattaforma predisposta dal Ministero. Relativamente all’edificio di Viale Matteotti, laddove si dovessero ottenere dei finanziamenti, si cercherà di convogliarli per realizzare un nuovo complesso presso l’area ex fornace così come individuata dal piano di edilizia scolastica (Delibera di Giunta 58 del 30.05.2017). Questa soluzione risulta supportata dalle risposte fornite dal Ministero dell’Interno ai quesiti sottoposti da altri Enti, in cui – lo stesso Ministero - ha precisato che sarebbero state ammissibili le domande di finanziamento presentate per la messa in sicurezza di una scuola, pur prevedendo la costruzione di una nuova struttura in sostituzione di quella vecchia della quale risultasse maggiormente dispendioso l'adeguamento sismico.
La presentazione della richiesta di finanziamento, contrariamente a quanto capitava fino al 2017, quando servivano progetti esecutivi, non ha presupposto alcun livello minimo di progettazione dell'opera purché, però, alla data di scadenza della domanda (20/02/2018) questa risultasse inserita in uno strumento programmatorio dell'ente, nel nostro caso il programma triennale delle opere pubbliche.
Questo percorso è stato reso noto alla cittadinanza e agli stessi rappresentanti della minoranza nel Consiglio Comunale del 12 febbraio scorso, durante il quale si è approvato il programma triennale delle opere pubbliche e si è anticipato l’aggiornamento necessario per presentare la domanda di contributo. L’iter amministrativo del programma triennale prevede l’adozione dello schema con Delibera di Giunta, su cui si esprime il revisore e rimane in pubblicazione per 60 giorni consecutivi. Si predispone la proposta di Delibera in Consiglio, che deve ottenere il parere del revisore e si sottopone alla minoranza almeno 10 giorni prima della seduta consiliare e infine si approva. Quindi, tra quando il programma viene approvato in Giunta e quando viene sottoposto al Consiglio, trascorrono in media 90 giorni. Era ottobre 2017 quando si è approvato lo schema mentre la legge di Bilancio è stata pubblicata il 29 dicembre. Completato l'iter in Consiglio e illustrato il tentativo che si vuole perseguire per la comunità, la Giunta ha approvato la modifica del programma triennale e ha partecipato alla richiesta di finanziamento.L'occasione che è stata colta è positiva per l’intera popolazione.
Come sa, sull’edilizia scolastica l’Amministrazione di Ostra ha annualmente aggiornato il Consiglio di Istituto, in modo formale, alla presenza di tutte le componenti che lo costituiscono. Durante il consiglio convocato in data 24 aprile 2015 sono stati innanzitutto illustrati i risultati della relazione di vulnerabilità sismica delle scuole Menchetti. A questo Consiglio sono seguiti quelli del 30 maggio 2016, del 10 novembre 2016 e del 27 aprile 2017 in cui il Sindaco, gli assessori e il tecnico incaricato per lo studio delle vulnerabilità, hanno riferito i risultati relativi alle due scuole dell’Infanzia (Biancaneve e Peter Pan) e hanno altresì condiviso le idee per l'elaborazione dell'imminente piano di edilizia scolastica. Vulnerabilità sostenute da fondi comunali.
Il bando a cui fa riferimento la minoranza, a loro dire utile a sostenere le spese delle verifiche di vulnerabilità, in realtà aveva lo scopo di finanziare indagini diagnostiche dei solai.
Infine si è determinato il modus operandi per rendere possibile al polo scolastico di via Europa di accogliere le classi della Crocioni e quelle della Morganti. Approdo arrivato dopo l’ampliamento effettuato dall’Amministrazione Olivetti, proprio con questo scopo, e dopo il confronto con la scuola inizialmente ignara dell’operazione, ma oggi coinvolta e parte attiva e propositiva del percorso.
Per concludere, il piano di edilizia scolastica prevede la concentrazione in tre poli di tutte le scuole: in via Europa, dove sta procedendo la realizzazione della palestra, finanziata con € 1.000.000,00 di contributi pubblici, si concentreranno la scuola secondaria di primo grado e la segreteria; in via Leopardi rimarranno la scuola dell’infanzia e l’asilo nido e nell’area ex fornace, in via S. Maria Apparve, dovrebbe sorgere la scuola primaria per tutto il territorio di Ostra e quella dell’infanzia a servizio delle frazioni.

dal Comune di Ostra
www.comune.ostra.an.it

venerdì 13 aprile 2018

FdI, Lega Nord e Energie per Senigallia sull'Unione dei Comuni: "Peggiore esempio di governo


L’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone” rappresenta l’esempio peggiore e più becero di “cultura di governo”’.
Un nuovo ente senza alcuna strategia generale e senza obiettivi, voluto senza appello dal sindaco Mangialardi e dal PD per creare semplicemente l’ennesimo strumento politico di potere, con cui “dirigere e controllare” la vita comunitaria ed istituzionale dei piccoli Comuni della valle del Misa e del Nevola, ma soprattutto per “risolvere” imbarazzanti questioni amministrative e di bilancio di Senigallia. Perché la vera ragione è solo questa: “snellire” il Comune costiero, affidando funzioni e capitoli di spesa al nuovo ente, permettendo così a Senigallia di sopravvivere, e ai piccoli Comuni di “regalare” definitivamente la propria dignità ed il proprio ruolo al “monarca di velluto”. Colpevoli di tutto questo anche i sindaci di Ostra, Ostra Vetere, Barbara, Serra de’ Conti, Arcevia e Trecastelli, i quali supinamente e acriticamente hanno accettato il “diktat” del loro partito.
Proprio così. Nell’Unione dei Comuni, un ente completamente autonomo, i piccoli Comuni sono stati costretti a conferire funzioni, servizi e relativi capitoli di bilancio sulla base di uno scarno e dubbioso “business plan” preparato ad arte da Senigallia ed imposto a Ostra, Ostra Vetere, Barbara, Serra de’ Conti, Arcevia e Trecastelli, le cui maggioranze consiliari e i sindaci, tutti “targati” rigorosamente PD, hanno poi obbligato i rispettivi Consigli comunali a sancire, a “colpi di maggioranza”, la nascita di una Unione tanto inutile quanto vuota di progettualità. Ovviamente e per fortuna, tutte le minoranze, unite e compatte, hanno espresso un voto fortemente contrario supportato da ragioni condivisibili, giuste, opportune e, principalmente, ragionevoli. L’unica “voce stonata”, in questa operazione, che potremmo definire “il grande inganno” per le modalità e i termini, con cui è stata condotta dal PD senigalliese e dall’Amministrazione Mangialardi a danno dei piccoli Comuni e della stessa Senigallia, è stata, invece, quella della minoranza del Consiglio della “città di velluto”.
Una minoranza, affatto compatta e unita come quelle dei sei Comuni vallivi, bensì divisa tra chi giustamente ha votato contro e chi, invece, ha scelto la via dell’astensione, della mera astensione, giustificandola con altrettanto mere motivazioni. L’opposizione ha il sacrosanto dovere di impedire alla maggioranza, che governa, di commettere errori. Non quello di appoggiare con l’astensione una scelta palesemente sbagliata, accusando gli altri di non avere capacità di governo perché hanno votato contro. Sappiano costoro che per governare bisogna prendere i voti e vincere le elezioni, non sperare di farlo. Ma, senza alcun scrupolo, non hanno perso tempo, sempre costoro, ad aggiudicarsi qualche seggio “di maggioranza” in più nel Consiglio dell’Unione, senza tener conto di chi l’opposizione la fa per davvero, non solo quando interessa farlo! Si tengano pure, costoro, qualche scranno “di maggioranza” in più! Un’operazione sfacciatamente politica, quindi, che nulla ha a che fare con la razionalizzazione dei servizi e con la riduzione dei costi, e ciò perché non emergono dati sufficientemente “provati” e “certificati” dal business plan presentato da Senigallia per affermare il contrario, e alla quale sarebbe stato necessario e doveroso un voto contrario di tutta la minoranza.
L’astensione ha semplicemente “rafforzato” la decisione politica del sindaco Mangialardi e del PD, facendo loro un favore. Per creare vera cultura di governo è necessario percepirla concretamente e indirizzarla per fini generali. Non certo appoggiare, seppur con una astensione, una Unione dei Comuni forgiata solo per difendere “interessi di partito” e per salvaguardare “nicchie di potere” a danno esclusivo dei cittadini. Avere “cultura di governo” significa averlo dimostrato sul campo con il consenso. Qualcuno l’ha fatto davvero, altri invece lo hanno solo sperato senza riuscirci. Questa Unione è, oltremodo, innaturale e non omogenea perché i soggetti istituzionali che l’hanno costituita non rappresentano in alcun modo un territorio uniforme ed organico. Senigallia è una città medio-grande, con cui i sei piccoli Comuni non hanno l’opportunità di decidere e di scegliere ciò che di più importante vi sia per le rispettive comunità, ma solo di subire passivamente i provvedimenti e le determinazioni del Comune, che si è autodeterminato “ente capofila”, il cui sindaco è per Statuto il Presidente dell’Unione, e il cui peso politico è risolutivo.
Questa Unione è innaturale e non omogenea perché i sei piccoli Comuni hanno di fatto ipotecato il loro futuro, legandosi a Senigallia e abdicando al ruolo che per secoli hanno detenuto nel territorio. Così facendo, Ostra, Ostra Vetere, Barbara, Serra de’ Conti, Arcevia e Trecastelli hanno perso la loro autonomia, senza tener conto che nessuna norma li obbligava a farlo. Si sono spinti verso il limite, superandolo. Non è vera l’affermazione che i piccoli Comuni non riescano a governare le proprie comunità. Ci sono migliaia di esempi in Italia e in Europa, che dimostrano l’esatto contrario. I piccoli Comuni avrebbero dovuto “allearsi”, semmai, in un’Unione (ad esempio, confluendo in quella già esistente di Corinaldo e Castelleone di Suasa) per poi confrontarsi con Senigallia con pari dignità istituzionale, utilizzando, per quelle scelte di area vasta interessanti tutta la valle del Misa e del Nevola, altri strumenti ed istituti messi a disposizione dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e dal vigente ordinamento. Come, ad esempio, le convenzioni, gli accordi di programma, i protocolli d’intesa. Questa sì che è capacità e cultura di governo! Il sindaco di Senigallia e il PD hanno impedito che i piccoli Comuni riflettessero sulla proposta avanzata da Corinaldo e Castelleone di Suasa. Mangialardi ha giocato abilmente d’anticipo, evitando che la Valle del Misa e del Nevola potesse esprimersi e creare una Unione dei Comuni più omogenea e territorialmente più conforme alle finalità della legge e forse alla volontà generale del comprensorio vallivo.
Lo ha impedito, mettendo i sindaci di Barbara, Trecastelli, Serra de’ Conti, Arcevia, Ostra e Ostra Vetere di fronte ad una scelta obbligata da adottare in tempi brevissimi e senza possibilità di opporsi. Lo Statuto approvato, sempre a colpi di maggioranza, è poi la testimonianza diretta di carenza di democrazia e di partecipazione. Non vi è alcuna garanzia per i sei piccoli Comuni di avere un ruolo determinante perché Senigallia sarà l’unico regista di questo “grande inganno”. Il principio delle “diversità nell’unità” non è stato affatto rispettato perché Senigallia è il padrone e i sei piccoli Comuni i “servi obbedienti”. Questa Unione dei Comuni non rappresenta, da ultimo, alcun volano per l’economia locale, tanto meno per lo sviluppo del territorio. L’azione di governo ed amministrativa di un territorio non necessita di un ulteriore “carozzone”. E’ una scatola vuota voluta solo per rafforzare la posizione egemonica di Senigallia e per tenere al guinzaglio sei piccoli Comuni, i quali hanno tutti gli strumenti per poter valorizzare e promuovere i rispettivi territori senza doverli vendere al peggior acquirente.



   

da Fratelli d'Italia, Lega Nord e Energie per Senigallia

giovedì 12 aprile 2018

“Per risolvere i veri problemi della viabilità nel centro storico di Ostra serve un vero referendum”

OSTRA – Dal Comitato Sopravvivere ad Ostra riceviamo: “Nel Consiglio Comunale del 9 aprile, la Giunta Storoni è stata capace di scrivere un’altra brutta pagina della storia della democrazia. Tema focale dell’accesa discussione è stata l’approvazione del regolamento che disciplina le forme di consultazione popolare, un documento che dovrebbe fornire ai cittadini tutti gli strumenti  e le regole utili per potersi esprimere liberamente su determinati argomenti di interesse generale.
Intanto, quello che balza subito all’occhio è il grave ritardo con il quale il testo viene presentato: a dispetto dei “tempi brevi” promessi dall’Assessora Paolinelli lo scorso luglio, 9 mesi di gestazione non sono stati sufficienti a partorire un regolamento che fosse completo. Infatti, all’art.1 viene esclusa categoricamente dal documento la possibilità di contemplare al suo interno il tema del referendum: “Rimane esclusa dal presente regolamento la disciplina del referendum comunale e della partecipazione al procedimento amministrativo, di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 241”.
Dal momento che anche il referendum è una forma di consultazione popolare, perché tagliarlo fuori tout-court da un regolamento che dovrebbe comprendere tutte le forme di libera espressione dei cittadini?
La risposta della Paolinelli è stata: “Ci eravamo impegnati a procedere con un regolamento sulla consultazione perché ci era stato richiesto per andare avanti sul tema della viabilità… faremo a breve anche il regolamento per il referendum”.
Due sono le considerazioni che suscita tale affermazione.
La prima, chi aveva richiesto la consultazione? Non certo la cittadinanza che dallo scorso 3 maggio aveva invocato a gran voce il referendum per potersi esprimere sul tema dell’inversione della viabilità nel centro storico. La consultazione è stata soltanto un escamotage suggerito dall’Assessore Franceschini per salvarsi la faccia e dare una parvenza di democraticità ad un provvedimento dal quale, fin dall’inizio, si sapeva che non si sarebbe più tornati indietro.
La seconda, in premessa si scrive che “in relazione alla questione dell’inversione della viabilità del centro, si impegnavano il Sindaco e la Giunta a promuovere in tempi brevi la predisposizione di un regolamento in cui dettagliare delle modalità consultive della popolazione”: perché inserire il ricorrente tema dell’inversione? Il regolamento della consultazione dovrebbe essere uno strumento sempre valido e scardinato dal tema del viabilità. A tale proposito, vogliamo ricordare come l’Assessora Rossetti, durante il Consiglio Comunale del 31.07.2017, a proposito del regolamento referendario, disse “E’ uno strumento serio, talmente serio, che fino ad ora non c’è mai stato” (Delibera di Consiglio n. 27/2017) e intimava il Comitato e la minoranza consiliare a non strumentalizzare il referendum ai fini dell’inversione. Ora, invece, abbiamo un regolamento sulla consultazione che nasce, anche e soprattutto, per consentire ai cittadini di esprimersi su un tema specifico, quello della viabilità appunto.
Perciò, chi è che strumentalizza cosa??
Che il suddetto regolamento sia stato studiato ad hoc per l’inversione della viabilità è palesato anche nell’art.2 “Il diritto di partecipazione è riconosciuto a coloro che hanno nel Comune la residenza anagrafica” ed è esplicitato dalla spiegazione fornita a riguardo dalla Paolinelli: “Poiché la viabilità è un tema che coinvolge anche i ragazzi di 16 anni, muniti di patentino per ciclomotori, ci è sembrato giusto abbassare leggermente la soglia di voto per consentire anche a loro di esprimersi”. Dal momento che, sempre secondo la Paolinelli, l’auto non può essere la protagonista assoluta degli spostamenti ma vanno tutelati anche i pedoni, già che ci siamo perché non sottoporre la consultazione anche ai bambini di 8-10 anni che si muovono in centro con le biciclette o anche a quelli di 5anni che passeggiano accompagnati dai genitori o dai nonni?
Paradossalmente, però, nel regolamento non è riportato da nessuna parte che anche i sedicenni hanno diritto di voto, perciò è lecito ipotizzare che, ogni qualvolta sarà necessario ricorrere alla consultazione, si dovrà inevitabilmente modificare il regolamento, specificando la fascia di età alla quale i quesiti sono rivolti. È normale, secondo voi, basare un regolamento (che dovrebbe essere serio ed incontrovertibile) su delle libere interpretazioni della Giunta che non hanno un fondato riscontro documentale?
Leggendo il testo, inoltre, c’è un’altra cosa che salta all’occhio in maniera amaramente ironica: al “IV capo – Consultazione mediante questionari”, in poco più di trenta righe, il termine “Giunta Comunale” ricorre ben 8 volte!! Un record di autoreferenzialità da Guiness dei primati che denota in modo lampante come a tirare le fila di tutta l’operazione sarà, appunto, la Giunta che potrà manipolare a proprio piacimento ogni fase dell’operazione: dall’elaborazione dei quesiti, alla scelta degli aventi diritto al voto, alla rappresentazione dei risultati della consultazione (sulla base di quale criteri?), nonché di tutta la parte procedurale relativa alla metodologia da applicare.
Al fine di evitare di essere accusati di mistificare la realtà, alleghiamo di seguito il regolamento per la consultazione affinché tutti possano rendersi conto che quello approvato in sede consiliare non è un regolamento serio, ma la parodia di un regolamento che rasenta il ridicolo, confermandosi come una presa in giro nei confronti dei cittadini, dal momento che non è contemplato alcun vincolo per la Giunta di attenersi ai risultati che emergeranno.
Siamo veramente stanchi di questo modo di fare dell’Amministrazione comunale e delle sue continue farse pseudo-democratiche: quella di Storoni è ormai diventata un’oligarchia sorda di somari che sta definitivamente uccidendo la democrazia ad Ostra.
Il referendum resta l’unico, vero strumento univoco per garantire la massima libertà di espressione popolare. Tutto il resto è solo l’ennesima pagliacciata alla quale non sottostaremo in alcun modo”.

lunedì 9 aprile 2018

Serra de’ Conti: le minoranze contrarie al trasferimento di funzioni all’unione dei comuni


Le minoranze “Serra democratica e indipendente” e “Civitas” nel Consiglio del 5 aprile scorso hanno presentato una dichiarazione di voto contrario alle proposte di deliberazioni per il trasferimento di alcune funzioni all’unione di comuni “Le Terre della Marca Senone” (servizi sociali, finanziari e sportello unico attività produttive).
Questi i motivi :
• l’Unione è stata concepita senza alcun coinvolgimento delle minoranze consiliari: (imposizione fatta in fretta, cinque giorni prima dell’ultimo consiglio comunale del mese dicembre 2017);
• l’Unione è stata concepita senza la giusta informazione e la partecipazione dei cittadini: lo stesso trattamento è stato riservato alla cittadinanza: nessun un incontro pubblico informativo, né di un dibattito preventivo esplicitamente mirato. Un impegno di simili proporzioni non può non essere, prima di decidere, discusso con i cittadini;
• l’unione così come è stata approvata viola i più elementari principi di democrazia ;
• E’ stato un abuso “di rappresentanza” e di “delega” da parte della maggioranza consiliare;
• non rispetta la natura e le caratteristiche e le dimensioni dei Comuni coinvolti rispetto al Comune capofila (Senigallia): quanto possono incidere, in questo contesto, Serra e gli altri Comuni di pari popolazione rispetto a Senigallia, che ha più della metà degli abitanti dell’intera unione, ed è il comune proponente l’unione?;
• i benefici illustrati non sono stati dimostrati a differenza delle palesi criticità denunciate dalle minoranze consiliari;
• E’, per come è stata presentata, una sola manovra di potere politico nella vallata del Misa;
• E’ dubbia la sua legittimità giuridica-istituzionale ;
• La maggioranza in consiglio ha sostenuto che l’unione era da costruire, ma già sono stati scelti alcuni Dirigenti (segretario generale - responsabili servizi sociali e finanziario) senza alcun coinvolgimento delle minoranze ;
Per i motivi esposti, dopo la dichiarazione del nostro voto contrario, abbiamo abbandonato l’aula.
Riguardo la votazione del rappresentante della minoranza in seno al Consiglio dell’unione: pur rimanendo contrari sulla scelta della costituzione dell’Unione dei comuni “Le Terre della Marca Senone”, e considerata la necessità di rispetto delle procedure istituzionali, siamo stati costretti, per ovvi motivi di ruolo rappresentativo, a votare un rappresentante delle opposizioni del consiglio comunale di Serra de’ Conti.


dalla minoranza consiliare

sabato 7 aprile 2018

Ostra: il Comitato, una consultazione sulla viabilità


Dopo ben 9 mesi da quando l’assessore Franceschini l’aveva presentata in Consiglio Comunale come alternativa al referendum sull’inversione della viabilità nel centro storico di Ostra, la montagna ha finalmente partorito il topolino: la consultazione-farsa popolare ha finalmente un regolamento.
Anche se chiamarlo “regolamento” è a dir poco un eufemismo: quattro articoli in tutto (Finalità e metodi – Organizzazione - Esito e Utilizzazione - Norme finali) per definire il solito, fumoso nulla. Che sia una presa in giro, poi, è ben scandito dalle prime righe introduttive dove si scrive che “i cittadini esercitano il ruolo di protagonisti”, assicurando loro ed all'amministrazione gli strumenti idonei per realizzare un rapporto costante, diretto ed articolato fra comunità e rappresentanza elettiva. Da quando questa Giunta si è insediata, informare i cittadini è sempre stato il suo ultimo pensiero ed anche stavolta non c’è stata smentita: a distanza di mesi, interrogare la cittadinanza a mo’ di gentile concessione, con un metodo di “votazione” farlocca su di un provvedimento forzatamente imposto (dopo aver snobbato oltremodo ogni forma di civile protesta) è un atto deplorevole che denota la totale autoreferenzialità di questa amministrazione, da sempre più attenta ai propri interessi che a quelli dell’intera comunità. Infatti, analizzando il documento, portato in Commissione Regolamenti il 3 aprile e che sarà approvato lunedì 9 aprile in Consiglio Comunale, è palese come l’esito della consultazione sia assolutamente manipolabile dall’Amministrazione in quanto, come riportato nel primo comma dell’articolo 7: “Le modalità di organizzazione della consultazione popolare e la formulazione dei quesiti spettano alla Giunta Comunale, che assicura la libera espressione di tutti i cittadini e la fedele ed obbiettiva rappresentazione dei risultati della consultazione.” In altre parole, è l’Amministrazione a gestire e a giudicare l’intera manovra: un nonsense se si pensa che la consultazione dovrebbe essere uno strumento per dirimere questioni in cui la popolazione è contraria alle scelte assunte dall’Amministrazione. Senza contare poi il fatto che non viene definita in alcun modo la valenza di questa operazione ma semplicemente ci si limita ad affermare nell’articolo 8 che: “la Giunta, unitamente ad una propria relazione, rende noto ai cittadini il risultato della consultazione e gli intendimenti conseguenti”. Il rischio, tutt’altro che improbabile, è che l’Amministrazione non farà altro che prendere atto del malcontento per poi proseguire in modo indefesso nelle proprie intenzioni, dal momento che il Sindaco Storoni ha più volte ribadito che indietro non si torna e che quindi, almeno fino al termine del suo mandato, il vecchio senso di marcia non verrà ripristinato. Una domanda, perciò, sorge spontanea: stante la mancata possibilità di vincolare la Giunta all’esito della consultazione e a fronte della pervicace ostinazione del Sindaco nel voler portare avanti la sua decisione, a cosa serve, dunque, questa votazione? Dovremmo forse credere che Storoni non si è ancora capacitato dei danni inflitti ai commercianti ed agli ostrensi cagionati dalla sua scelta di invertire il senso di marcia, al punto da voler vedere scritto nero su bianco la profonda contrarietà dei cittadini? Le 1200 firme raccolte circa un anno fa non gli erano sufficienti? Ci teniamo a precisare che non siamo contrari a che venga regolamentata la consultazione, strumento utile per consentire alla cittadinanza di esprimersi anche in futuro su tematiche diverse da quella della viabilità (perché non regolamentare anche il referendum allora?), purché tale regolamento sia redatto con criterio e non, come in questo caso, in cui non è chiaro se il diritto di voto spetterà ai soli maggiorenni o meno (nel testo si scrive che la partecipazione è riconosciuta “a coloro che hanno nel Comune la residenza anagrafica” ), se i questionari saranno distribuiti casa per casa, se il voto sarà singolo o per nucleo familiare, se sarà anonimo o no (nell’art. 7 lettera b, si scrive solo che gli Uffici provvederanno “alla stampa, alla distribuzione e successiva raccolta dei questionari, alla verifica dei questionari restituiti rispetto a quelli consegnati, registrando il numero e l’incidenza percentuale dei cittadini che si sono astenuti dal parteciparvi”); altresì, non comprendiamo perché i questionari dovrebbero essere “corredati da una breve introduzione illustrativa dei fini conoscitivi che la Giunta Comunale si è proposta indicendo la consultazione” (art. 7 lettera a) dal momento che le domande dovrebbero essere formulate in modo chiaro e semplice, senza avere in appendice una “spiegazione” faziosa che finirebbe per influenzare il cittadino; anche la classificazione delle risposte e l’elaborazione dei risultati spetterà agli Uffici (art. 7 lettera c) ma per quale motivo e sulla base di quali criteri? Un regolamento, dunque, fin troppo lacunoso che non valorizza adeguatamente la partecipazione popolare. Ribadiamo, inoltre, che quello della consultazione non è lo strumento idoneo per il caso in questione: questo non è più il tempo per raccogliere nuove proposte e suggerimenti, ma è finalmente l’occasione per la cittadinanza di potersi esprimere sul provvedimento di inversione, dichiarando o meno il proprio consenso. Qualsiasi altro fine è inaccettabile e inopportuno. Purtroppo abbiamo motivo di credere che, dal momento che i questionari saranno formulati dalla Giunta, le domande saranno tutt’altro che obiettive ma saranno articolate in modo tale che il cittadino si ritroverà, suo malgrado, ad avallare la volontà dell’Amministrazione. Dobbiamo riconoscere, però, che Storoni ed i suoi sono stati comunque molto abili. Dopo il malumore scatenato per mesi fra gli ostrensi ed i numerosi consensi persi a causa dell’assurda decisione sulla viabilità, hanno finalmente trovato una “scappatoia”: indicendo la consultazione hanno dimostrato la loro “democraticità” consentendo alla collettività di esprimersi, ed assicurandosi, al tempo stesso, la certezza di proseguire nel proprio intento di inversione. Un gran bel colpo di genio, non c’è che dire! Al nostro filosofico Storoni, però, vorremmo ricordare una massima di Einstein “L’uomo intelligente risolve i problemi. L’uomo saggio li evita. L’uomo stupido li crea”. E se in seguito all’inversione ad Ostra i problemi sono aumentati, un motivo ci dovrà pur essere…


   

da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

giovedì 29 marzo 2018

Abuso d’ufficio per la giunta di Ostra Vetere: indagati sindaco, vice e due assessori


OSTRA VETERE – Un processo per diffamazione dove sono parti lese fa aprire un fascicolo su di loro per abuso d’ufficio. Indagata la giunta: il sindaco Luca Memè, il vice sindaco Luigina Brocanelli e gli assessori Giacomo Brunetti (Sport) e Martina Rotatori (Servizi sociali). Ai quattro indagati è stato già notificato il 415 bis, la chiusura delle indagini e sono state già depositate le memorie difensive degli avvocati che potrebbero portare la Procura ad una archiviazione o ad una richiesta di rinvio a giudizio. Oggetto dell’indagine, partita nel 2017, è la gestione degli impianti sportivi comunali che sarebbero stati dati senza bando pubblico alla Polisportiva pallavolo Avis legata alla vice sindaco Brocanelli.
Proprio in merito a quella assegnazione, avvenuta nel 2013 con una delibera di giunta, era comparso un post, ad ottobre 2014, sulla pagina Facebook della lista civica del Cantrodestra, “Patto per Ostra Vetere – Boia chi molla”, ritenuto offensivo da sindaco e giunta che avevano denunciato per diffamazione gli amministratori della pagina: l’ex sindaco Massimo Bello e l’ex segretario dell’Msi Renzo Aquili. Una denuncia sfociata in un processo ancora in corso dove oggi, al tribunale di Ancona, si è tentata una conciliazione tra avvocati.
«Ostra Vetere ha degli assessori che politicamente sono incapaci, faziosi, vendicativi, inconcludenti, arroganti, micragnosi con alcuni e di tasca larga con gli amici», riportava il post dove c’era anche scritto «Cosa nostra o cosa loro…Memè e la sua giunta stipulano convenzioni (a trattativa privata, rendendo pubbliche decisioni senza interpellare altri) con una solo Associazione: la polisportiva pallavolo Avis. Si noti che la presidente dell’Associazione Avis è Luigina Brocanelli, membro della giunta e vice sindaco». Il post alludeva alla stipula di una convenzione della durata di 4 anni per l’uso dell’ex campo sportivo. «Ciò sarebbe gestire la cosa pubblica – riportava sempre il post pubblicato – come fosse cosa loro con metodo e atteggiamento mafioso». Al messaggio era allegata anche una foto del film “Il Padrino”.
È stato proprio nel corso delle udienze per il processo per diffamazione a far emergere la gestione degli impianti, senza una bando pubblico. La Procura così, circa un anno fa, ha indagato la giunta per abuso d’ufficio. Una accusa ancora tutta da provare. «Non c’è stata ancora nessuna richiesta di rinvio a giudizio – dice l’avvocato Diego D’Adderio, che difende sindaco e vice sindaco (i due assessori sono assistiti invece dall’avvocato Roberto Gusmitta) – abbiamo depositato le memorie difensive e la cosa potrebbe essere archiviata». Il sindaco Memè, contattato da Centropagina, ha preferito non rilasciare commenti, limitandosi a dire: «Non rilascio dichiarazioni, è un anno che si sa dell’indagine».
Nell’udienza di oggi, per il processo di diffamazione, è stato preso atto solo del rinvio, fissato al 24 aprile, per concludere il tentativo di conciliazione. «Più che una diffamazione è stata una critica politica – spiega Roberto Paradisi, l’avvocato di Aquili – fondata su un fatto vero perché riteniamo che nell’attribuire la gestione alla polisportiva sia stata violata la legge regionale che prevede che si facciano bandi pubblici». L’ex sindaco Massimo Bello, nel processo per diffamazione, è difeso dall’avvocato Riccardo Canafoglia. «Il post non è stato fatto da Bello – ha chiarito il legale – ma era sulla pagina di cui era solo amministratore».

lunedì 26 marzo 2018

Ostra: area industriale di Casine, zona da mitigare per l'impatto ambientale


Da oltre un anno il Comune di Ostra e la ZIPA stanno cercando di avanzare alla Regione Marche una proposta di mitigazione dell’area industriale di Casine, così da modificare il PAI approvato dalla Autorità di Bacino il 6.8.2016.
Negli ultimi mesi tutti gli Enti coinvolti hanno preso atto che il problema di esondazione di quell’area è riconducibile al tratto del Fiume Nevola posta nei territori di Trecastelli e Corinaldo, quindi a monte dell’area ZIPA. Era quello che avevamo scritto, sottolineato ed intimato agli Enti coinvolti nella procedura di rilascio dell’AIA dell’impianto EN ERGON srl di Casine di Ostra, con nostra pec di diffida del 10.3.2016, con cui chiedevamo che prima di rilasciare l’autorizzazione, la Regione e gli altri Enti che si trovavano nella Conferenza dei Servizi subordinassero la costruzione dell’impianto ad una reale sistemazione di quel tratto del Nevola, nel territorio di Trecastelli, in cui si era verificata la tracimazione originaria.
In particolare chiedevamo che l’Autorizzazione fosse valutata dopo che la Regione avesse approvato il PAI ed eventualmente rilasciata solo dopo che l’area fosse risultata, a seguito dei lavori di messa in sicurezza sul fiume, non esondabile. All’epoca tutti gli Enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi non tennero conto della nostra diffida e rilasciarono l’AIA all’impianto dell’EN Ergon srl (20 maggio 2016) poche settimane prima che l’area dell’impianto venisse perimetrata nel PAI come area esondabile (6.8.2016). Ricordiamo che tutto il procedimento autorizzativo è allo stato sub iudice: contro l’AIA proposero ricorso al TAR sia il Comune di Trecastelli che alcuni imprenditori della ZIPA, per cui sono tutt’ora pendenti davanti al TAR i relativi due procedimenti amministrativi finalizzati all’annullamento della autorizzazione, l’AUA dell’impianto è a sua volta oggetto di un procedimento finalizzato al suo annullamento davanti al Consiglio di Stato ed infine la delibera di mitigazione dell’area approvata dal Comune di Ostra con delibera di Giunta 1 del 11.1.2017 è oggetto di un ulteriore giudizio di annullamento davanti al TAR .
Quanto emerge oggi, dai documenti pubblici dimostra che avevamo ragione quando intimavamo agli Enti preposti di valutare con attenzione la dinamica dell’evento del 3 maggio 2014 prima di rilasciare l’AIA all’impianto e ci determina a continuare la nostra battaglia tra la gente, promuovendo nuove riunioni pubbliche, sulla stampa ed inoltre valutando possibili iniziative giudiziarie autonome ed ad adiuvandum di quelle già intraprese
da Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola

venerdì 23 marzo 2018

“Sulla situazione delle scuole di Ostra le bugie di Storoni hanno le gambe corte”


È davvero sorprendente come il Sindaco Storoni, a quasi quattro anni dal suo insediamento, non abbia ancora capito che la realtà non può essere mistificata con vuote parole e che i cittadini non hanno più voglia di essere presi in giro e considerati inferiori.
Così è capitato la scorsa settimana, con il comunicato stampa sulla scuola, con cui il Sindaco poeta ha tentato, maldestramente, di nascondere il proprio fallimento cercando di dare colpe ad altri o cercando di spacciare il suo nulla con grandi risultati.
È oramai assodato che da quando è stato eletto, Storoni ha completamente abbandonato qualsiasi attenzione alla sicurezza dei plessi scolastici, ponendo al centro del suo mandato la realizzazione della palestra della scuola Crocioni, concepita più come seconda struttura sportiva coperta che come supporto alle attività didattiche.
È documentalmente provato che dal momento del suo insediamento e fino al dicembre del 2016 (dopo i pericolosi terremoti che hanno investito anche il nostro Comune), questa Amministrazione ha interrotto la serie degli incarichi per valutare la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, che la precedente amministrazione aveva varato (prima con la Scuola “Crocioni” di Ostra, poi con la Scuola “Morganti” di Pianello ed infine con la Scuola Media “Menchetti”).
È noto come il Sindaco Storoni, pur avendo ricevuto nel marzo del 2015 lo studio della vulnerabilità sismica della “A. Menchetti” di Ostra che attestava un indice pari allo 0,293 (quindi ben al di sotto della soglia di sicurezza) non solo non ha chiuso la scuola, come è accaduto in altri Comuni, ma ha taciuto il dato per oltre un anno ai genitori, giungendo a dire, all’indomani della prima scossa del 24 agosto 2016, che la Scuola Media di Ostra è sicura.
È purtroppo accaduto che in questa grave situazione il Comune di Ostra, guidato dal Sindaco Storoni, abbia perso tutti i finanziamenti che avrebbero potuto risolvere il problema, e qui non ci riferiamo tanto e solo al bando del 2015, indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), che prevedeva un finanziamento in favore degli enti locali per le indagini di vulnerabilità sismica dei solai degli edifici scolastici (le cui risorse ci avrebbero allora permesso di completare le indagini sui due plessi all’epoca non esaminati, coprendone in toto o in parte le relative spese), ma anche e soprattutto agli altri bandi che Storoni non cita.
Ostra non ha infatti partecipato, nel 2016, al bando dell’INAIL che metteva a disposizione ben 1,8 miliardi di euro per la realizzazione di scuole, e (cosa ben peggiore) non ha partecipato al bando “Scuole Sicure”, con cui il MIUR concedeva ai Comuni oltre un milione e mezzo di euro (€ 1.580.000,00) per l’adeguamento sismico dei plessi scolastici.
È ovvio, quindi, che nel Consiglio Comunale del 12 febbraio scorso, dopo aver letto in Gazzetta Ufficiale i tanti soldi erogati da questo bando alle scuole dei Comuni a noi limitrofi, come consiglieri comunali abbiamo chiesto al Sindaco il perché Ostra non avesse partecipato e lo abbiamo invitato a aderire al nuovo bando per il 2018 (almeno nel 2020 si potranno avere le risorse). Dalle sue parole e dai suoi silenzi, ci siamo resi perfettamente conto che Storoni ancora una volta era impreparato e sorpreso, tant’è che appena qualche giorno dopo la seduta consiliare, la Giunta modificava il Piano delle Opere Pubbliche per il 2018/2020 e vi inseriva la sistemazione della Scuola “Menchetti” e della Scuola dell’Infanzia “Biancaneve”, con progetti in evidente contrasto con quel piano di edilizia scolastica concepito sulla carta ma di cui, ad oggi, non è stata abbozzata neanche la strategia.
Siamo contenti di aver evitato, con il nostro contributo, che Ostra non partecipasse neanche al quarto bando, ma siamo anche arrabbiati, come la gran parte della popolazione ostrense, per il modo in cui il Sindaco ha o, meglio, non ha gestito la vicenda, e feriti per le gratuite ed infondate accuse rivolteci, con l’unico scopo di coprire il fallimento di questa amministrazione.
Caro Storoni se qualcosa fa acqua ad Ostra è proprio il suo modo di gestire la cosa pubblica e di travisare i fatti.
Com’è nostra abitudine, vogliamo consentire ai lettori di poter verificare quanto scriviamo, a differenza invece del Sindaco che si guarda bene dal farlo, per questo invitiamo tutti i cittadini che volessero approfondire la vicenda a collegarsi a questo link: http://www.progetto-ostra.it/scuola/relazione_scuole_Ostra_e_documenti.pdf permetterà loro di leggere il reale accadimento dei fatti collegandosi direttamente agli atti perché, come ci insegnavano a scuola, le bugie hanno le gambe corte.

Allegati

“Annullare la delibera per le Terre della Marca Senone: lo Statuto è illegittimo”


Movimento 5 Stelle, Senigallia Bene Comune e Lega Nord con una mozione nel prossimo Consiglio comunale chiederanno l’annullamento in autotutela della delibera dello scorso novembre che ha permesso la costituzione dell’unione dei Comuni ribattezzata “Terre della Marca Senone”.
Secondo i consiglieri Giorgio Sartini (SBC) e Davide Da Ros (Lega Nord) e le consigliere Stefania Martinangeli, Elisabetta Palma (M5S) lo Statuto della nuova unione sarebbe infatti illegittimo.
Spiega Martinangeli: “Come già avvenuto per l’unione dei Comuni del San Bartolo e Foglia, nel pesarese, qui si ha uno Statuto illegittimo. In quel caso furono esponenti del M5S locale a segnalare la cosa, con un ricorso al Consiglio di Stato, che lo ha ritenuto fondato. Situazione simile in questo caso: lo Statuto delle Terre della Marca Senone, negli articoli 7 e 8, non individua con chiarezza funzioni, servizi e risorse, limitandosi a indicazioni generali e rimandando ad atti successivi. Vi è però una discordanza con quanto stabilito all’articolo 32, comma 6, dal Testo Unico Enti Locali“.
“Ma è tutta l’operazione – rincara Martinangeli – ad essere caratterizzata da totale disinformazione e mancanza di trasparenza. Le Terre della Marca Senone porteranno dei costi e sono una scatola vuota al momento, ancora tutta da riempire”
“Un’unione che è stata imposta in tutta fretta – concorda Palma – e di cui gli stessi consiglieri sono stati informati all’ultimo momento, senza nemmeno la possibilità di presentare emendamenti”.
“Le Terre della Marca Senone nascono soltanto dalla volontà politica, anzi, partitica, di accentrare i servizi sociali e il Suap per controllare meglio il territoriopolemizza Sartini Diciamo sì a una unione dei Comuni, ma condivisa. Quella fatta in questo modo sembra tipica di un regime dittatoriale con uno Statuto da premio Nobel per l’idiozia. Inoltre, perché nessuno dice che alcuni Comuni virtuosi si vedranno aumentare la tassazione (uniformata)? E perché nessuno dice che unioni comunali di questo tipo dopo 10 anni o cessano o debbono trasformarsi in un unico Comune?”.
Per Da Ros, “le Terre della Marca Senone permetteranno a Senigallia di farla da padrone a livello locale sui Comuni più piccoli. Su argomenti come questi sarebbe stata gradita una convergenza di 
tutta l’opposizione, ma a Senigallia ciò non è successo”.

Sparò e uccise un ladro in fuga: condannato anche in secondo grado l'appuntato dei Carabinieri


Pena ridotta ma condanna confermata anche in secondo grado per il sottuficiale Mirco Basconi, 42 anni, che nel febbraio del 2015 sparò ed uccise un ladro in fuga durante un inseguimento a Ostra Vetere.
La sentenza di secondo grado è stata pronunciata giovedì dalla Corte di Appello di Ancona, dove il carabiniere aveva fatto ricorso, a seguito della condanna di primo grado. Dopo oltre quattro ore di camera di consiglio è arrivato il verdetto. Il militare è stato condannato a sette mesi e dieci giorni (in primo grado era stato condannato ad un anno di carcere con pena sospesa). Una vicenda particolarmente delicata che ha diviso l'opinione pubblica. Tra l'altro l'avvocato della parte civile, rappresentata dai familiari della vittima, Teodoro Serino nei mesi scorsi aveva ricevuto anche minacce di morte tramite i social network.
Per l'appuntato dei Carabinieri, assistito dall'avvocato Marco Scaloni, sono stati confermati giovedì i capi di accusa di omicidio colposo ed eccesso di uso dell'arma di servizio. L'appuntamento, come dimostrato dalle prove balistiche, aveva sparato mirando alle ruote dell'autodei ladri in fuga ma poi una deviazione del proiettile colpi tragicalmente alla testa Korab Xheta, l'albanese di 24 anni, incensurato, che morì. Già nelle motivazioni della sentenza di primo grado, per i giudici non si sarebbe dovuto sparare ad un'auto in fuga anche perchè l'auto in fuga non presentava elementi di pericolosità in quanto non c'erano elementi da far supporre che i malviventi fossero armati.



   

di Giulia Mancinelli
redazione@viveresenigallia.it

venerdì 16 marzo 2018

È nata l’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone”: firmato l’atto costitutivo

Firmato venerdì mattina, nella sala giunta della giunta municipale di Senigallia, l’atto costitutivo della nuova Unione dei Comuni che prenderà il nome di “Le Terre della Marca Senone”.
A siglare lo storico accordo i sindaci dei Comuni di Senigallia, Arcevia, Barbara, Ostra, Ostra Vetere, Serra de’ Conti e Trecastelli. Soddisfazione è stata ovviamente espressa dai firmatari, che attraverso questo strumento intendono dotare il territorio di uno strumento amministrativo efficace e innovativo, in grado di offrire migliori servizi, risparmio della spesa, maggiori investimenti, nonché semplificazione della macchina amministrativa. Importantissime, poi, saranno le risorse devolute dallo Stato per sostenere i percorsi di Unione comunale e le relative agevolazioni sul piano finanziario e organizzativo di cui godranno gli enti che ne faranno parte. Un grande progetto che mettendo insieme comunità con dimensioni, vocazioni e tradizioni diverse, punta a valorizzare ogni singola peculiarità e ad affrontare in maniera sinergica ciascun bisogno.

dal Comune di Senigallia
www.comune.senigallia.an.it

lunedì 12 marzo 2018

Ostra: amministrazione Storoni, "Abbiamo un piano di edilizia scolastica"


Al momento dell'insediamento, cercando di fare mente locale su che percorsi avremmo trovato avviati, ci siamo messi sulle tracce di un lavoro che purtroppo o per fortuna non c'è stato.
Tra quei giorni ed oggi sono passati più di tre anni in cui tra paura e speranza si sono avviati molti percorsi e molte manutenzioni. Pioveva nel palazzo Municipale, pioveva nella scuola Biancaneve e c'erano infiltrazioni alla Peter Pan. Pioveva anche nel palazzo Conventuali e nel palazzetto. Oggi non più.
Tutte cose che sarebbero potute essere fatte. Anche sul fronte dell'edilizia scolastica complessivamente pioveva sulle nostre teste: obblighi normativi (vulnerabilità sismiche) non adempiuti, accorpamenti avviati su carta (scuole primarie) misconosciuti e rinnegati nei fatti, adeguamenti sismici non progettati.
Su questa pagina bianca, che è il futuro, abbiamo scritto un piano per l'edilizia scolastica che prevede degli accorpamenti e delle risposte alle necessità educative e curriculari che sono fortemente mutati negli anni. Solo con questo lavoro siamo finalmente riusciti a partecipare a delle richieste di finanziamento nel febbraio scorso.
Come al solito la minoranza di Progetto Ostra è faziosa e ingannevole, il bando a cui fa riferimento prevedeva la partecipazione per verifiche strutturali, infatti il Comune di Ostra Vetere ha partecipato per il rifacimento di un solaio della scuola, con una relazione di verifica strutturale sullo sfondellamento dei solai.
Cosa ben diversa da una relazione di vulnerabilità sismica, tutte cose che l'ex sindaco Olivetti e il tecnico Romagnoli conoscono molto bene. Auspichiamo in un confronto costruttivo invece sul percorso individuato con il piano dell'edilizia scolastica approvato da questa Amministrazione che sarà il punto di partenza per il futuro, evitando di deviare la cittadinanza raccontando mezze verità solo con lo scopo di affossare l'operato della maggioranza per coprire le inadempienze e la mancata progettualità dell'allora Amministrazione Olivetti.


da Andrea Storoni
sindaco di Ostra

venerdì 9 marzo 2018

Ostra: il Comitato sulla viabilità, "C'era una volta la consultazione popolare"


Nel Consiglio Comunale del 6 marzo u.s., durante la discussione sul quarto punto all’ordine del giorno inerente il bilancio di previsione 2018/2020, il consigliere Olivetti chiedeva al Sindaco Storoni come mai non fosse stato previsto alcun capitolo di spesa per l’indizione della consultazione popolare promossa dall’Assessore Franceschini lo scorso 26 luglio, al fine di far esprimere i cittadini sulla tanto dibattuta quanto contrastata inversione della viabilità nel centro storico.
Il Sindaco ha così risposto: “È evidente che la scelta non è quella del referendum e non ci saranno costi tali da dover prevedere un capitolo apposito; quindi verrà svolta, ma senza oneri particolari da doverli identificare con un capitolo apposito con delle somme importanti”. Non neghiamo che la leggerezza di questa evasiva risposta ci ha lasciati di stucco. Per quanto la cifra che si andrà a sostenere per la consultazione potrà essere più o meno irrisoria, riteniamo che quella cifra debba essere comunque impegnata e riportata all’interno del Bilancio: se ciò non venisse fatto, un domani qualcuno potrebbe dire “Dal momento che non sono state impegnate prima delle risorse per tale scopo, non c’è alcun vincolo di procedere con la consultazione”. Bell’alibi che si sono procurati i nostri Amministratori! Un’altra cosa che non ci è ancora dato sapere, a ventitré giorni dal termine della proroga di inversione, è in cosa consisterà questa consultazione e con quali modalità verrà sottoposta ai cittadini.
Da un rapido giro sul web, abbiamo letto che i quesiti devono essere formulati in modo chiaro e sintetico e possono comportare risposte libere o prevedere la scelta di una o più risposte a soluzioni prestampate. Riguardo alle modalità, in alcuni casi la scheda del questionario viene inviata agli elettori presso la propria residenza, per poi essere riconsegnata in luoghi predeterminati ed inserita in un'urna per garantirne la segretezza. Nel caso in cui, invece, si volesse effettuare la consultazione mediante l’opzione del sondaggio, il Comune dovrà procedere con l'appalto del sondaggio a società specializzate che svolgono anche l'elaborazione dei dati. In entrambe le circostanze sopra menzionate, è evidente come sia assolutamente necessario prevedere delle somme a copertura delle spese sostenute. Somme che, nel nostro caso, per volere della Giunta Storoni, non sono state previste. Esiste anche un’altra modalità per effettuare la consultazione, ovvero quella telematica: ogni cittadino potrà votare da casa , mentre coloro che hanno poca dimestichezza con internet e computer, potranno farlo accedendo ad appositi spazi creati all'interno degli uffici comunali mediante la guida di personale incaricato. Scongiuriamo fortemente questa modalità in quanto, nonostante gli ausili forniti, scoraggerebbe molte persone a partecipare, specialmente gli anziani, soprattutto nel caso in cui il questionario preveda domande a risposta aperta: è il cittadino che deve avere piena autonomia di potersi esprimere in prima persona senza “dettare” ad un funzionario la propria risposta.
Ecco, dunque, perché vorremmo evitare che il questionario preveda domande a risposta aperta: la consultazione non è un momento in cui l’Amministrazione raccoglie dei suggerimenti da parte della popolazione in merito ad un certo problema, ma l’occasione che ha il cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero su un provvedimento imposto forzatamente, dichiarandosi a favore o contrario ad esso. Questa è democrazia! Vorremmo, inoltre precisare, che quest’aspetto della consultazione popolare non è affatto così secondario dal momento che su di esso si basa la delibera di Giunta n. 128 del 29.12.2017 con la quale si stabiliva la proroga dell’inversione della viabilità fino al 31 marzo 2018 per poter “valutare compiutamente le eventuali problematiche di sicurezza stradale legate al transito dei veicoli in discesa in caso di neve o ghiaccio e in attesa dell’esito della consultazione popolare”.
Ragion vorrebbe, dunque, che entro il termine del mese corrente questa consultazione venisse effettuata; eppure ad oggi: - non esiste un regolamento che normi la consultazione; - non esiste un capitolo in bilancio che ne copra le spese (anche se irrisorie); - non esiste ancora una data certa per lo svolgimento di tale operazione. Dobbiamo “forse” credere che questa Amministrazione, per mancata volontà, si stia ora rimangiando la parola data ai cittadini la scorsa estate?
da Comitato “Sopravvivere ad Ostra”

lunedì 26 febbraio 2018

Vasche d’espansione e lavori sul Nevola contro il rischio esondazioni nell’area Zipa allagata nel 2014


OSTRA – Bilancio, tari, Iuc e mitigazione del rischio idraulico a Casine. Sono i temi del prossimo consiglio comunale di Ostra convocato per martedì 27 febbraio. Temi importanti per cui si preannunciano discussioni politiche accese.
All’ordine del giorno sono infatti inseriti l’approvazione del piano finanziario per la tassa rifiuti (TA.RI.) e per l’Imposta Unica Comunale (I.U.C.) relative all’anno 2018, l’approvazione del bilancio di previsione finanziario 2018-2020, nonché la proposta di mitigazione del rischio idraulico dell’area produttiva ZIPA ai sensi delle norme contenute nel P.A.I., il piano di assetto idrogeologico di cui il Comune si è dotato.
Stretta tra la provinciale 12 “Corinaldese”, la variante all’Arceviese sp 360/1 e la provinciale 18 Jesi-Monterado, l’area Zipa è di particolare interesse perché ospita insediamenti produttivi e altri ne potrebbero sorgere in futuro. Ma la zona venne interessata dall’esondazione del 3 maggio 2014 del fiume Nevola, affluente del Misa, finendo allagata sotto oltre un metro e mezzo di acqua e fango. Proprio dove si sarebbe dovuta realizzare la centrale a biogas.
Per arrivare a garantire maggior sicurezza e permettere altri insediamenti, alcuni tecnici incaricati dalla Zipa ostrense hanno realizzato uno studio di fattibilità che possa mitigare il rischio di allagamento attraverso la manutenzione straordinaria del Nevola e la realizzazione delle vasche di espansione. Elementi questi che hanno portato l’amministrazione comunale a intraprendere un percorso sviluppato su tre fasi comprendendo, a seguito dei lavori di messa in sicurezza, anche una deperimetrazione del PAI, limite tecnico per poter insediare altre imprese nel lotto.
L’anticipazione dei lavori di manutenzione straordinaria del fiume Nevola diventa quindi prioritaria, come ha spiegato il sindaco di Ostra Andrea Storoni – per garantire maggior sicurezza alle imprese presenti nell’area di Casine. Ma nell’idea di fondo sottoposta al comitato tecnico che ha valutato il processo, si vuole consentire, a chi si vorrà insediare sui lotti già urbanizzati, di poter costruire attraverso proposte di mitigazione del rischio accettabili. Accettabili come rischiare di vedersi arrivare nella propria azienda solo 60 anziché 160 cm di acqua e fango (FOTO in alto).
Di tutto questo e dei lavori che dovranno seguire nelle successive fasi si parlerà dunque nella seduta che avrà inizio alle ore 21 del 27 febbraio, nella sala consiliare del municipio di piazza dei Martiri.

sabato 24 febbraio 2018

Progetto Ostra, "Persi importanti finanziamenti di edilizia scolastica"


È stato pubblicato nel supplemento ordinario n. 9 della Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2018 il Decreto n. 1007 del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) del 21.12.2017 che individua gli Enti beneficiari delle risorse relative al Fondo Infrastrutture previsto dalla Legge di bilancio per il 2017, per gli interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sismico degli edifici scolastici.
Con questo decreto il Ministero ha messo a disposizione dei Comuni Italiani la somma di € 1.058.255.963,00 per l’attuazione di interventi di adeguamento sismico o di nuova costruzione (nel caso in cui il recupero degli edifici esistenti non sia conveniente), nonché per interventi finalizzati ad ottenere il certificato di agibilità delle strutture, per interventi di messa in sicurezza a seguito delle indagini diagnostiche sui solai e controsoffitti, e per l’adeguamento degli edifici alle norme antincendio.
Il decreto, che vi alleghiamo per opportuna conoscenza (http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo2377.html), prevede, come condizione per la concessione del finanziamento, che entro il 20 agosto 2019 i Comuni ammessi al finanziamento approvino il progetto esecutivo dell’opera ed effettuino l’aggiudicazione dei lavori almeno in via provvisoria (art. 2 del Decreto ministeriale).
Quindi per partecipare al bando non era necessario neanche avere un progetto esecutivo dell’opera!
Non nascondiamo che la notizia ci ha aperto il cuore: è ormai noto come la situazione strutturale e antisismica delle scuole ad Ostra sia a dir poco preoccupante, dal momento che ben 4 plessi su 5 presentano indici di vulnerabilità sismica bassissima (la scuola “A. Menchetti” pari a 0,293, la “Biancaneve” pari a 0,230, la “Peter Pan” di Casine pari a 0,484 ed infine la scuola primaria “Don A. Morganti” di Pianello pari a 0,500). Abbiamo quindi letto con trepidazione l’elenco dei Comuni marchigiani destinatari delle risorse, convinti di trovarci Ostra e, tra i numerosi beneficiari, abbiamo visto che il Comune di Arcevia ha ottenuto un finanziamento per 1,5 milioni di euro, il Comune di Senigallia per 2 milioni, il Comune di Corinaldo per 1,3 milioni ed Ostra Vetere per € 155.000.
Purtroppo, con enorme amarezza, abbiamo dovuto prendere atto che nessuna scuola di Ostra era stata inserita nell’elenco degli interventi finanziati; pertanto, siamo andati ad esaminare anche gli interventi in attesa di finanziamento ed anche qui abbiamo ritrovato il Comune di Senigallia, con ben 4 interventi su altrettanti edifici scolastici, ma niente per Ostra.
Di fatto il Comune di Ostra non ha partecipato alla richiesta di finanziamenti previsti con la Legge di bilancio 2017 nonostante, come detto, lo stato delle nostre scuole sia davvero grave e soprattutto nonostante la promessa (non mantenuta) fatta ai numerosi genitori presenti alla partecipata riunione pubblica che avevamo convocato a Casine due anni fa, durante la quale Storoni aveva garantito loro che si sarebbe attivato per reperire finanziamenti per mettere in sicurezza gli edifici scolastici.
Inoltre, sorprende constatare come il Comune di Ostra Vetere abbia presentato domanda e sia stato anche ammesso al contributo ben sapendo che Ostra ha stipulato una convenzione (di cui è capofila) in materia di edilizia scolastica proprio con Ostra Vetere già dalla fine del 2014. Inevitabile quindi chiedersi: qual è stato il vantaggio di questa convenzione, peraltro rinnovata il 20.12.2017, se Ostra Vetere ha partecipato al Bando ed Ostra no?
Ma non è tutto. Il Sindaco, infatti, non sembra proprio avere affatto chiare le idee su quello che sarà il futuro dell’edilizia scolastica, in quanto finora su questa materia ha assunto due linee programmatiche diverse che cozzano nettamente tra loro: la prima, è quella contemplata all’interno della Delibera di Giunta n. 58 del 30.05.2017 (http://www.halleyweb.com/c042035/zf/index.php/atti-amministrativi/delibere/dettaglio/atto/G9XpreETEaz0-A) con la quale si dichiara di voler realizzare un nuovo plesso per la Scuola Primaria per tutto il territorio comunale in zona ex Fornace con conseguente spostamento della scuola “A. Menchetti” nel sito di V. Europa; la seconda, invece, è quella riportata soltanto cinque mesi dopo all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2018/2020 allegato alla Delibera di Giunta n. 107 del 14.11.2017 (http://www.halleyweb.com/c042035/zf/index.php/atti-amministrativi/delibere/dettaglio/atto/G9XprMkTEaz0-A) dove si afferma che per l’anno 2019 sono previsti gli adeguamenti sismici della scuola Media per un importo di ben 2 milioni di euro e della materna di Ostra per 550mila euro. Peccato solo che questi ultimi due progetti di adeguamento siano stati assunti con grave ritardo dal momento che i contributi per tali interventi sono già stati distribuiti e sappiamo bene quanto sia difficile che una tale occasione si possa ripresentare a breve.
Morale della favola: per volontà politica o per sua inettitudine (gli concediamo il beneficio del dubbio), il Sindaco si è clamorosamente lasciato sfuggire una preziosissima chance per mettere definitivamente in sicurezza i nostri malconci edifici scolastici; il prossimo anno scadrà il mandato di Storoni e della sua Giunta e nel frattempo per le scuole non sarà stato fatto ancora nulla.
Considerati, dunque, i non-risultati ottenuti in questo ed in altri settori, non sarà forse il caso che Sindaco e Giunta rassegnino seduta stante le proprie dimissioni?

da Progetto Ostra
www.progetto-ostra.it