domenica 4 luglio 2010

Baldassarri dà ragione al Comune sul Patto

Ostra. Crisi economica e manovra finanziaria: quale futuro per enti locali e attività produttive. Questo il tema trattato nell'incontro tenuto nella Sala grande del Comune dall'onorevole Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze e Tesoro del senato. “La manovra è necessaria ed urgente - ha esordito il senatore - ma occorre fare attenzione a non frenare l'economia. Se è necessario ridurre il deficit di 25 miliardi di euro, occorre una manovra più ampia, perché oltre ai tagli servono misure per favorire la crescita economica in modo che il deficit non aumenti a causa della riduzione del Pil”. Baldassarri ha quindi anticipato le linee guida degli emendamenti alla manovra che sono già stati presentati al Senato, in vista del dibattito parlamentare. sostenendo che uno degli strumenti più efficaci per ridurre il deficit potrebbe essere il blocco degli acquisti di beni e servizi di tutte le pubbliche amministrazioni, una voce che negli ultimi 5 anni è aumentata del 50%, si potrebbe risparmiare fino a 14 miliardi di euro.
Altro argomento toccato da Baldassarri è stato il Patto di stabilità per gli enti locali. “ Va cambiato a livello europeo. È necessario distinguere le spese correnti da quelle per investimenti: non è la stessa cosa se una famiglia si indebita per comprarsi la casa o per andarsene tre mesi in vacanza alle Maldive – ha commentato Baldassarri – inoltre non è giusto che gli enti locali virtuosi che hanno soldi propri da spendere non possano farlo a causa delle regole sul patto di stabilità”.
Apprezzamento e sollievo, per le parole del senatore, sono stati espressi dall’assessore al bilancio Luigi Barigelli che, sul Patto di stabilità, ha consegnato a Baldassarri un documento che evidenzia “gli effetti collaterali indesiderati” per il Comune, e nel quale -in base alle proiezioni effettuate sulle attuali regole - si dimostra come il Comune, nell’arco dei prossimi 4 anni, sarà costretto ad accumulare ingentissime somme di denaro in tesoreria, somme che al 31/12/2013 supereranno abbondantemente il residuo debito dei mutui e il Comune si troverà ad avere il proprio patrimonio “a pezzi”, non potendo realizzare interventi di manutenzione ed opere di importanza strategica”.

s.a.

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